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Aprire un locale in Russia

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Andrea Bruno
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Le problematiche da affrontare nell’aprire un locale in Russia, nonche’ il ritorno economico variano estremamente a seconda della citta’ e rione, volendo pero’ esporre una serie di regole comuni che ne definiscono le direttive da seguire occorre tener conto di quanto segue:
Non si tratta di cosa facile, all’affitto dei locali e’ preferibili l’acquisto (essenzialmente per 2 motivi che esporro’ piu’ avanti), sicuramente il ritorno economico per le citta’ di Mosca e San Pietroburgo e’ di gran lunga piu’ elevato rispetto alla medesima attivita’ in qualsiasi localita’ in Italia, ciascuna citta’ di provincia rappresenta una regola a se e per la quale e’ opportuno non avventurarsi anche avendo le spalle coperte, opportunita’ estremamente allettanti si possono individuare nelle micro zone “elite” come per esempio Sochi (turismo di massa) e le citta’ ricche, per intenderci quelle arricchite dall'indotto dalla vendita e produzione di gas e petrolio (pero’ non auguro a nessuno di trasferirsi per esempio nella regione di Nenetskij – oltre il circolo polare artico per intenderci.).
L’affitto e’ da evitare innanzitutto per il banale motivo dei costi alti (si parla di 40 euro al metro quadro per mese per un locale a Pietroburgo mentre per Mosca si raggiungono cifre da record mondiale. Altro motivo per escludere in modo categorico l’affitto e’ il seguente: non si e’ tutelati in nessun modo e in qualsiasi momento grazie a una serie di fatti che si possono scaturire a comando, si viene costretti a lasciare il locale di punto in bianco (magari dopo ave investito consistenti risorse per l’avvio), giusto oggi per esempio ha chiuso i battenti il piu’ grande e frequentato pub irlandese in San Pietroburgo (the Red Lion Pub), locale aperto giorno e notte 365 giorni all’anno, con un volume tale di clienti che a mio avviso il proprietario (sempre irlandese), recupero’ l’investimento che fece nel 98 (quando tutto costava veramente poco) in una settimana di attivita’. Chiude perche’ costretto a lasciare il suolo (che affittava dallo stato) in quanto lo stato lo ha ceduto a un soggetto che vi costruira’ sopra un locale dal costo di 50 milioni di dollari! Comunque sia anche un motivo piu’ banale puo’ costringere a lasciare immediatamente un locale in affitto, come per esempio la cessazione della fruizione di corrente elettrica che viene erogata non all’affittuario ma su contratto del proprietario delle mura (questo in qualsiasi momento vi puo’ far tagliare la luce).
Per quanto riguarda l’acquisto delle mura, si incorre forzatamente in una scelta: acquistare un locale adibito ad attivita’ commerciale (dal costo considerevolmente elevato), o acquistare un locale senza i permessi all’attivita’ commerciale e chiedere questi in successione (scelta estremamente piu’ economica). Qualsiasi locale vi verra’ offerto a costi ragionevoli dopo breve verifica risultera’ sulla carta adibito a uso abitativo, il che comporta l’impossibilita’ a svolgervi qualsiasi tipo di attivita’; la trasformazione a uso “non abitativo” (viene detta cosi’) dell’immobile ha costi vivi relativamente bassi (3200 euro), ma vista la mole di documenti da produrre e la propensione delle autorita’ competenti al rilascio di creare (non ufficialmente) strutture commerciali parallele di servizio che dietro consulenza (a pagamento si intende) si rischia di incappare in spese ingenti di vario tipo senza nessuna garanzia di venire al dunque, tra le altre cose questa serie di documenti ha un costo decisamente piu’ elevato se non siete russi, comunque sia e’ norma che la trasformazione a uso non abitativo dell’immobile non venga fatta da un soggetto straniero.
Giusto questa sera ebbi una riflessione mentre ero in un locale “Black & White” sito nella zona pedonale di Pietroburgo (la VII linea sull’isola Vasilevsky), locale dal gusto e stile prettamente italiano (anche nel menu). Il locale si trova in uno scantinato (ex cantina di un condominio storico) e devono averci lavorato dietro mica da ridere per sistemarlo perche’ quel tipo di cantine non sono semplicemente umide ma ci scorre dentro l’acqua a fiumi.., chi lo acquisto, lo pago’ relativamente poco viste le condizioni ma neanche gli fu regalato in quanto si affaccia sulla via pedonale frequentatissima (si tratto’ comunque di un investimento di qualche decina di migliaia di euro), chi fece l’investimento prima di partire con l’operazione aveva gia’ tutte le garanzie d’ottenere l’agibilita’ e i permessi all’avvio dell’attivita’, altrimenti il rischio e’ quello di acquistare una cantina umida e invasa dai topi che non vale assolutamente nulla se poi risulta impossibile farci dentro il locale. Aggiungiamo anche che di fatto le norme che vincolano l’agibilita’ dei locali allo svolgimento commerciale sono severe e nella maggior parte dei casi al di fuori di ragionevoli regole, pero’ quasi tutte sono superabili ma chi si avventura senza sapere a chi rivolgersi o rivolgendosi alla persona sbagliata incorrera’ in difficolta’ di vario tipo, la corruzione per avere i permessi non e’ praticabile ma bensi esiste un meccanismo di consulenti che risolvono i singoli problemi. Volendo con un esempio dare l’idea: arriva il sopralluogo dei Vigili Del Fuoco (questo avviene ancora all’inizio quando il locale e’ appena acquistato e andra’ completamente sistemato), questi visionano la piantina del progetto precedentemente approvato dalla autorita’ e decidono di non apporvi il timbro (perche’ tutta la procedura va avanti a suon di timbri) in quanto vi viene richiesta una seconda uscita (magari ne avete gia’ una ma li non va bene..), a queto punto vi mettono in tasca un biglietto da visita di una soceta’ consulente che vi indichera’ (dietro pagamento) dove dovete aprire il varco per la seconda uscita (da qui in avanti incomincia il manicomio), chiaramente essendo tutte case storiche (magari come a Pietroburgo dichiarate patrimonio nazionale) di conseguenza servono una montagna di permessi per modificare la facciata (o il retro) dell’edificio, nonche’ anche il benestare del vicinato, una volta ottenuti tali permessi non si ha finito! Di regola per mettere mano a un “muro capitale” (e tutti i muri periferici delle case sono capitali, occorre anche un’ispezione dell’istituto d’ingegneria, il quale vi nega di procedere, a meno che un consulente (e nuovo biglietto da visita nel taschino), non espletera’ tutti i calcoli matematici e tecnici per prevedere cosa accade al condominio con l’apertura del varco, allorche’ vi dira’ le dimensioni e spessore della trave che sorreggera’ l’uscio. Come si risolve tutto questo trambusto? Il sistema c’e’ ed e’ quello di pagare chi di mestiere ed ottenere il pacco dei documenti pronti e finiti, state comunque attenti perche’ la maggior parte delle persone (o societa’) che espletano questo passaggio sono dei ciarlatani, e’ importante non solo pagare ma pagare le persone giuste, e poi non crediate che tutti i locali italiani o pizzerie siano italiane, per Mosca parte lo sono ma a Pietroburgo e’ tutto in mano ai Russi tranne pochi recenti casi (che andro’ a verificare!), per gli italiani non e’ facile soprattutto nei luoghi dove una comunita’ insediata ancora non esiste (i cinesi nonostante siano comunisti ci superano di gran lunga, sono molto piu’ imprenditori di noi e i locali in mano ai cinesi sono tantissimi).
Per quanto riguarda la conduzione del locale il pizzo non e’ praticato (chi arriva ad aprire ha le sue coperture), ma si viene costretti a pagare la Polizia (in particolar modo per quello che riguarda la sorveglianza interna e l’infortunistica), i taglieggiatori qui sono legalizzati..
Visto le difficolta’ (che comunque considero superabilissime e decisamente minori a quelle riscontrabili in Italia, a patto di sapersi destreggiare), fra gli Italiani e’ nata la figura della spalla (il socio), che di norma e’ un italiano magari insediato sul posto da piu’ tempo; Io lo chiamo con un nome tecnico: “il parassita”. Mentre in Italia i soci si dividono in accomandanti e accomandatari, in Russia c’e’ il Socio che mette i soldi, e “il parassita”. Conosco imprenditori che girano sempre con “il parassita” quasi come se fosse la morosa.. Occhio comunque al parassita perche’ non sempre ti risolve i problemi, non e’ detto nemmeno che sia in grado da fare da supporter per l’avvio dell’attivita’, molti lo adottano con l’idea di scaricarlo non appena avviati (sempre se ci riescano) ma poi la cosa risulta improponibile, almeno senza dolori.
Forse piu’ avanti scrivero’ un vademecum sulla figura del parassita.
Per finire a pari investimento le attivita’ che rendono maggiormente sono: supermercati, profumerie e attivita’ legate alla cura della persona. I ristoranti vengono dopo i club e le sale cinematografiche.
Un dato statistico: Il quartiere di Pietroburgo con la piu’ alta concentrazione di ristoranti per numero di abitante e’ la isola Pietrogradskay, quartiere elite grande per numero di abitanti come la citta’ di Firenze, all’interno vi si trovano casino’ e locali di ogni genere, nonche’ sul corso Bolshoy vi si trovano innumerevoli firme della moda internazionale, ci crederete che non vi e’ un solo supermercato? Gli abitanti sono costretti a farsi code al botteghino per acquistare qualsiasi cosa, nonche’ per alcuni prodotti si e’ obbligati ad andare a cercarlo altrove. Prevedibilmente il primo che aprira’ un supermercato in questa zona guadagnera’ l’inverosimile, questa ed altre tantissime opportunita’ offre ancora la Russia, ancora il mercato non e’ saturo e rappresenta la nuova America per chi ha la testa giusta e iniziativa, il consiglio che vi do e’ comunque di separare il lavoro dal divertimento e camminare sui binari senza perdere la testa.
Ho tralasciato volutamente altri argomenti che piu’ avanti approfondiro’: il lato contabile (contabilita’ nera e bianca), e la gestione del personale.
Un saluto a tutti i frequentatori della comunity, augurando successo e fortuna agli audaci.

Andrea Bruno
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La produzione in loco utilizzando il know-how occidentale si e’ spesso rivelata arma vincente in quanto cosi’ facendo si evitano i problemi di dogana legati all’importazione, questa e’ stata anche la scelta anche di grosse aziende leader nel settore dei “grandi” elettrodomestici e componenti di cucina.
Non sempre la produzione in loco e’ possibile, un altro importante importatore di porte continua la produzione in Italia in quanto il semilavorato per la realizzazione del prodotto finito’ non e’ possibile trovarlo in loco se non d’importazione, e quindi non si risolverebbe nulla.
In poche parole in Russia e’ preferibile avviare la produzione in loco quando il prodotto finito e’ ottenibile direttamente dalla lavorazione della materia prima (che si trova in grandi quantita’ e a basso costo). Il semilavorato e’ comunque sempre recuperabile ma non rispetta le qualita’ a cui siamo abituati in occidente.
Una produzione in Russia di prodotti mediocri o essenziali, sicuramente avrebbe un costo estremamente basso, vi sono anche degli esempi: L’automobile “OKA” (quella che assomiglia alla vecchia “Lancia Y10”, costa al pubblico 1400 Euro), una porta fatta in legno massello a Pietroburgo costa circa 60 Euro, ma una porta in pannello “made in Italy” ne costa piu’ di 1000. Un atro esempio sono le componenti meccaniche, per esempio il carburatore di una vecchia Volga costa 9 euro, cuscinetti di varia misura hanno costi irrisori (1/2/3 euro).
Anche l’acquisto d’uno stabilimento puo’ avere un costo bassissimo oppure costare al metro/quadro come un appartamento in centro citta’, a tale proposito l’anno scorso visitai uno stabilimento enorme sulla via Mebelnaya (mi pare al n.12) ed era in vendita a 40 Euro al metro/quadro trattabili, pero’ se non si vuole acquistare uno stabilimento d’impronta sovietica, ma un capannone in stile occidentale (come per esempio quelli che stanno sorgendo nella zona limitrofa all’aeroporto), il costo parte dai 700 euro al metro/quadro.
E’ vero che tanti imprenditori Italiani che si sono riversati in Russia negli anni ‘90 sono andati a gambe all’aria, i motivi ci sono (li spiego piu’ avanti) ma chi si e’ comportato in modo razionale e non e’ venuto in Russia a vendere cio’ che piace prettamente agli italiani (per esempio la pasta), ha fatto i soldi.
Ma quali sono gli imprenditori italiani che sono arrivati in Russia? Quelli che si possano definire imprenditori sono veramente pochi, perlopiu’ si e’ riversata una marea di persone con pessima reputazione (e la reputazione e’ un indice importante perche’ con questa si pesa anche il soggetto e la sua affidabilita’), molti dei quali anche senza soldi (peggio dei russi negli anni del default!).
La Russia di certo non e’ un paese facile, dove il sistema di credito nasce ora dove i pagamenti avvengono addirittura in acconto anticipato a fronte del sistema italiano 30/60/90 e chi si e’ piu’ visto.. risulta quindi un ambiente diverso nel quale i nostri schemi difficilmente sono applicabili.
Nella homepage di http://www.pietroburgo.it/ ho inserito un sondaggio in cui viene chiesto “Per quale motivo hai un attivita' a San Pietroburgo?”; il 75% ha risposto “Mi serve come copertura perche' ho l'amante a Pietroburgo” mentre il rimanete 25% dichiara “Ho trovato spazio in un mercato ancora non saturo”, ma sono convinto che di questo 25% la maggior parte menta, e peggio ancora mentano a se stessi. L’altro giorno un ragazzo che si e’ trasferito qui (a Pietroburgo) per lavoro mi disse che un Italiano (padre d’un suo amico) a breve aprira’ un ristorante, e io subito gli risposi che in realta’ era qui per una donna, e subito mi rispose, ma come fai a saperlo? (Non ci vuole tanto ad indovinare le cose!). La stessa cosa mi successe a me un paio d’anni fa quando incontrai l’Ambasciatore (all’incontro che organizzo’ Confindustria) il quale puntandomi il dito mi disse “ci scommetto che lei e’ residente qui a causa di una donna!” (pero’ non ci azzecco’ in quanto “per la cronaca” sono single).
Sono il primo a non voler catalogare e classificare i popoli, far di tutta l’erba un fascio e' concettualmente sbagliato, apprezzo gli individui che emergono dalle masse, che nuotano contro corrente e si fanno valere dimostrando d’avere lavorato in modo serio al proprio successo.
Conoscendo quindi il motivo migratorio degli italiani uomini, la Russia e’ sempre stata e lo e’ ancora un territorio di secondaria categoria, perche’ andare fino in Russia con tutte le complicazioni che ci sono? Pergiunta ci vuole anche il Visto! a questo punto tanto vale andare a Praga (dove quando vuoi andarci compri il biglietto e parti), oppure in Ungheria, tanto le donne ci sono anche li.. o addirittura perche’ non andare nella Repubblica Domenicana o in Tailandia che oltre al resto c’e’ anche il clima favorevole (ho citato tutti luoghi dove vi si incontra la stessa tipologia d’imprenditore italiani che giungono in Russia, pero’ li sono molto piu’ numerosi ad eccezione di Mosca, ma a Mosca ci sono anche gli imprenditori, quelli “veri”).
San Pietroburgo e’ una citta’ che ha dato grande possibilita’ e oppurtunita', per esempio nel settore immobiliare si sarebbe potuto investire e moltiplicare il patrimonio molto meglio di come avvenne a Praga; Il fattore “visto” (obbligatorio per la Russia) per fortuna filtra molto star tutta la marmaglia di pseudo-imprenditori di bassa morale che dirottano in altri luoghi, pero’ il vero uomo d’affari arriva comunque qui perche’ ragionando razionalmente, la Russia, in quanto a prospettive di crescita offre cio’ che pochi altri paesi posso offrire.
A San Pietroburgo girando nei negozzi e’ evidente che, dalle lavastoviglie, ai mobili, ai prodotti per la casa, all’abbigliamento, grossa parte della proposta e’ di produzione “made in Italy”, una produzione che e’ distribuita dai russi con notevoli margini di guadagno in quanto gli pseudo imprenditori italiani sono perlopiu’ venuti qui “all’acqua di rose” e gli imprenditori veri si contano con il contagocce. Negli anni ‘90 e’ nacque il fenomeno dei russi che arrivavano in Italia a comprare cio’ che chiedeva il mercato e se lo importavano pian pianino per poi venderlo a costi abbondantemente ricaricati, ora questi hanno consolidato la loro posizione nel mercato locale pur non avendo un grosso passato per tutto cio’ che concerne l’iniziativa privata.
Il segreto del successo consiste nel dividere il “sacro” dal “profano”, non mentire a se stessi e aver ben chiaro il motivo per il quale si vuole approdare in Russia, nonche’ agire sempre in maniera razionale. Tutto qui!
* Purtroppo a Pietroburgo non esiste una vera comunita’ d’italiani, la maggioranza e’ pendolare, pero’ tra le persone che ho conosciuto solo di una giurerei che veramente ha una cognizione corretta della Russia, nonche’ una visione a 360 gradi delle varie situazioni, da quella politica a quella piu’ spicciola della vita quotidiana: E’ un prete che opera qui da oltre un decennio. Probabilmente per un prete e’ piu’ facile avere una visione meno offuscata (dalle donne) e quindi piu’ razionale.
La Russia rappresenta la nuova America, sono innumerevole le opportunita’ che vi si presentano, un luogo dove ancora le lobbie non si sono formate, ben lontano dal sistema a caste tipico italiano. Si puo’ tuttora con poco raggiungere una posizione. Gli italiani che sono sopravvissuti al default della fine degli anni ’90 sono coloro che hanno avuto mente lucida e grossa determinazione. Ora con il nuovo secolo la situazione cambia, l’economia si consolida e finalmente e’ sbagliato vedere la Russia come paese povero.
P.S. Per operare in Russia reputo indispensabile la padronanza della lingua (forza con gli studi!).

Andrea Bruno
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Aprire una attivita' in Russia conviene a patto di essere molto duttili (l'evoluzione e' veloce e l'abilita' dell'imprenditore sta proprio nel capire ad ogni momento cosa richiede il mercato).
Valgono quindi le comuni regole e criteri di buon senso, per esempio se apri un locale su una via di passaggio puoi guadagnare tantissimo, ma se lo apri anche solo a 50 metri di distanza all’imbocco di una traversa secondaria il guadagno si riduce sensibilmente.
Alcuni dati (San Pietroburgo):
Costo del personale (lavoro di manovalanza, camerieri, bassa qualifica): 1/4 che in Italia
Costo mantenimento locale (riscaldamento, gas, luce, telefono): 1/10 che in Italia
Tasse: Minime (molte delle quali consolidate in Italia nemmeno esistono)
Ricarico sulla merce: Un caffe’ costa in media 1,4 euro, la birra non di importazione costa del fornitore 12 rubli 1/2 litro e viene venuta a al pubblico a 70 rubli.
Acquisto immobile: 1/2 che in Italia
Affitto: come quello medio italiano o superiore (in genere).

Andrea Bruno
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Stete attenti agli italiani all'estero! E' preferibile aprire un locale in maniera autonoma (naturalmente con mille difficolta') che chiedere supporto alla comunita' (o strutture) italiane in loco, ti costa decisamente meno. Leggi a riguardo anche i miei post, dove descrivo la figura del "parassita".
Io ti posso raccontare anche le cose viste dal lato opposto, ovvero da parte di chi in Russia ha un ufficio di consulenza: L'hanno scorso ebbi una richiesta da parte di 2 (noti) imprenditori di Bergamo, i quali sono proprietari e dirigono noti locali sulla bergamasca; Il loro interessamento era quello d'effettuare una ricerca di mercato e analisi dei costi (affitto/opzione acquisto e mantenimento struttura/gestione). Un incarico che comporta non solo l'individuazione del luogo da adibire al locale, ma tutta una serie di informazioni concernenti la burocrazia aministrativa, nonche' una ricerca di mercato per individuare quali siano le tendenze ecc.
Per esperienza (sono oramai nauseato), evito sempre incarichi da parte di italiani, tutto tempo perso! Per quanto riguarda l'imprenditoria privata sono dell'opinione che e' tutta una presa in giro (tranne rari casi), per quanto invece riguarda le missioni politiche la nota corruzione russa e' ridicola se paragonata alla mazzetta italiana (e non per sentito dire).
Qui e' nota una rappresentazione teatrale dal titolo "Il truffaldino di Bergamo", come spiegare a questi russi cosa significa Truffaldino?
Tornando al punto di prima: l'incarico da parte di questi imprenditori italiani che arrivarono l'anno scorso, lo segui il mio socio russo (che purtroppo di recente e' venuto a mancare), alla fine quando se ne andarono gli dettero la mano e sorridendi dissero, "grazie di tutto".
Comunque sia questo lavoro, chiaramente non e' stato tempo buttato via! Il locale comunque lo ha aperto recentemente il figlio del mio socio, con un contratto esclusivo di rappresentanza di "Fashion TV" http://www.sptimesrussia.com/archive/times/947/new... e il nostro legale si e' occupato della parte burocratica , il locale nonostante sia appena aperto tira benissimo (in questo momento mentre scrivo so che e' pieno), so anche che l'investimento e' comunque stato consistente (piu' di 1 milione di dollari) d'altrocato un caffe' al bancone costa 3 euro e 50 centesimi.
A dicembre mi contatto' un italiano che doveva aprire una rappresentanza di cooperativa formata da S.P.A. (italiane), non volendo perdere tempo a sentirmi le fregnacce di questo (essendo oramai convinto che con gli italiani sia tutto tempo buttato via), anziche' in ufficio gli diedi un appuntamento in un caffe' sulla Nevsky (gli dissi subito che il fatto stesso che lui era qui durante le feste di Capodanno io lo ritenevo segno di bassa professionalita, e secondo me in realta' era qui per le donne, cosa poi dimostratasi vera, e mi viene anche da ridere perche' so che sicuramente legge questo forum...), in tale occasione gli consigliai la forma guridica, nonche' come risolvere i problemi (visto che un ufficio non lo aveva e nemmeno un direttore). Il mio ragioniere si incarico' tramite procura di seguire la pratica, dopo un paio di giorni (essendoci da pagare alcune spese concernenti), mi chiama il ragioniere dicendomi: Ma che cliente e' questo? Sei sicuro che e' italiano? (purtroppo si), Guarda che ora ha la disponibilita' economica di soli 200 Euro (mi chiedo in che modo voleva passare il capodanno a Pietroburgo!).. imprenditori con le scarpe bucate! (e comunque con gli italiani e' sempre cosi'.. per me e' un dato di fatto e non un luogo comune).
Attualmente a Pietroburgo c'e' una forte economia, i negozi lavorano a pieno ritmo, io qui posso tranquillamente dire da emigrato che ho trovato l'America degli anni '30, oggi ero a comprare un fotocopiatore al "Komputer Key" (quello nei pressi di metro Gorkovscaia) e immediatamente mi venne in mente di quando da ragazzino andavo a Milano nei grassi negozzi di computers (nella mia citta' non c'erano), ma non li ho mai visti cosi' affollati come qui, al "Komputer Key" ci sono circa 20 commessi, tutti erano occupati con clienti e ho dovuto fare la coda di 15 minuti alla cassa per pagare.
Volete farvi un panino con il prosciutto italiano? Al modico costo di 110 Euro al Chilo lo trovate in un negozio sempre in nei pressi del metro' Gorkovskaya (Ul.M,Posadskaya), purtroppo non e' di quello che affettano ma sta gia' tagliato nel contenitore, pero' e' comunque buono!
Ragazzi, se avete domande o quesiti tecnici (anche molto specifici), sono sempre lieto d'aiutarvi nell'ambito di questo forum (qui tra le altre cose le informazioni possono essere confermate o meno dai visitatori e tuttosommato sono gratuite), in forma privata non contattatemi per nessun motivo (anche dovesse trattarsi di consulenza professionale retribuita).
Tengo anche a precisare che questo non vuole essere uno spazio commerciale, quindi non sono gradite informazioni o consigli su servizi commerciali o attivita', per intenderci non postate qui link del tipo:"comprate orologi russi.. www.orologigratis.ru", oppure:"vai qui che non ti fregano: www.il_gatto_e_lavolpe.it", i link potete scambiarveli in forma privata oppure postarli nella rubrica annunci del sito.

Andrea Bruno
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Nella vita seguo tutto cio’ che concerne i due paesi (Italia/Russia), nonche’ partecipo attivamente alla realizzazione di progetti che coinvolgono le 2 parti.
Data l'esperienza dovuta alla mia attivita', mi sono formato delle idee ben precise le quali mi hanno "rivelato" alcuni postulati (regole fondamentali sulle quali non si puo' discutere), che sono anche essenzialmente il segreto del successo per chi volesse operare in Russia. Stranamente sono regole che a dirsi sembrerebbero empiriche ma provate sul campo dimostrano la loro validita'.
Credo anche che delle buone regole che descrivano delle metodologie che permettano d'operare in maniera efficace, sono anche il segreto del successo (e chi le ha le tiene segrete).
Tuttavia ecco alcuni principi (validi per la Russia):
Benvengano iniziative di carattere commerciale riguardanti Russia-Italia, Russia-Russia, da escludere categoricamente quelle Italia-Russia.
Per iniziative di carattere commerciale Italia-Russia, intendo quelle iniziative da parte d’imprese (o imprenditori) italiane che intendano entrare nel mercato russo. In genere si perde solo tempo e il rischio e' enorme.
A Mosca per esempio molti italiani trattano il prodotto arredo e mobile (classico esempio di carattere commerciale Italia-Russia), prima o poi tutti comunque vengono fregati, chi e' del settore vi sapra' spiegare bene in che modo.. per esempio si viene scavalcati da terzi sulla esclusiva dell'area di rappresentanza (per mezzo di triangolazioni macchinose di cui comunque il fornitore e' cosciente ma fa finta di non esserne al corrente ecc..).
Se parliamo a livello di “consulenza”, comunque sia l'iniziativa Italia-Russia e in generale una perdita di tempo, la maggior parte degli imprenditori avviano attivita' per creare un qualche cosa per l'amante o per avere il giustificativo per fare qualche scappatella in Russia di tanto in tanto.
In questo settore gli italiani seguono in genere molto meglio come consulenze, i pareri degli amici delle loro amanti (magari ex. prostitute), in genere avvocati, o comunque con qualche laurea specifica, pero' questo non vuol dire che li renda competenti in materia, il piu' delle volte si sentono proprio da questi immani castronerie che (gli italiani in genere) da boccaloni ci credono e poi dopo breve vanno con le gambe all’aria. (Mi vien da ridere perche' molti si riconosceranno in questo!)
Le iniziative Russia-Russia sono quelle piu' profique ma anche le piu' insidiose (occorre sapersi districare nella burocrazia..), non e' detto che un prodotto italiano non entri nel mercato Russo come iniziativa Russia-Russia, anzi vista la incapacita' generale degli italiani d'entrare nel mercato russo, sono in generale i russi che vanno in Italia, individuano in prodotto richiesto dal mercato, lo importano e lo danno al distributore (sempre russo), a prezzi notevolmente maggiorati. Io conosco per esempio Russi che operano in questo modo nel settore abbigliamento, e materiale da vinicultura, auto usate, strumenti ecc..
Per quanto riguarda invece le iniziative Russia-Italia, in genere non riguardano la piccola media impresa, sono quindi operazioni piu' complesse e vengono da prima abbozzate con dei protocolli e intese di tipo "politico", questo essenzialmente e' dovuto dal fatto che la Russia ha da offrire un prodotto che per sua natura si commercia a stock di grosse quantita' (mi riferisco al prodotto grezzo, risorse minerarie ed energetiche). Questi prodotti generalmente in Italia viaggiano a regime di monopolio e quindi non e' possibile trattarli se non si e' collusi con la politica.
Questo e' un breve riassunto che di volta in volta approfondiro' con nuove informazioni, tutto sommato attualmente la Russia (Pietroburgo in particolare), e' l'America degli anni '30, una volta individuato il filone giusto si puo' guadagnate in maniera spropositata. Mosca (10 anni fa), quando fu a sua volta l'America degli anni '30, non lo fu appieno vista la forte crisi economica in cui la tutta la Russia versava.
Per quanto riguarda invece le missioni politiche da parte italiana in Russia e il sistema in generale e' tutto un mangia-mangia collettivo. Qualsiasi forum, avvenimento, fiera ecc.. ha costi spropositati: al fronte dei costi effettivi molto limitati, figurano (sempre) costi che generano ingenti somme di denaro che vanno a finire tramite prestanomi nella tasca di qualcuno (la mazzetta).
Se per esempio, un seminario costa sulla carta 1000 e viene finanziato (a fondo a perdere) da parte pubblica, il suo costo effettivo in realta' e' di 1/5, ovvero 200 i restanti 800 vengono spartiti e coprono anche il costo delle mignotte di cui i politici usufruiscono (e in questa voce che non figura sulla carta la spesa e' enorme!). Nell'organizzazione di qualsiasi cosa ci sono voci che si possono ritoccare, per esempio: Affitto sale, affitto e noleggio strumentazioni tecniche, noleggio trasporti, stampa cataloghi, traduzione ed interpretariato, ecc. E' pratica comune che venga aumentato il costo dei cataloghi per coprire quello delle mignotte.
Alla fin fine ci si cimenta nell'organizzazione di queste cose, nonostante le grosse cifre in gioco difficilmente guadagna qualche cosa, l'utile e' quasi nullo fagogitato dalla onesta classe politica italiana.
Aggiungo anche che (in Italia) una qualsiasi associazione, organizzazione no-profit ecc.. che volesse usufruire di fondi concernenti l’est Europa, gli risulterebbe impossibile accedere a tali fondi pubblici e sovvenzioni, nonostante si faccia uso della mazzetta! Per esempio, volendo girare al politico il 50% di un finanziamento, a lui comunque non converrebbe.. meglio per il politico costituire tramite uso di prestanomi una qualsiasi associazione, pagare 2 soldi un Russia un pinco pallino qualunque che dia una domiciliazione giuridica ad essa (ovvero che appenda una targhetta su una porta), e spapparsi il finanziamento per intero.
Chiunque puo’ verificare la reale esistenza di uffici italiani in Russia creati tramite finanziamento pubblico (italiani o europei), semplicemente telefonando, vi invito a farlo! Scoprirete che e’ tutta una farsa!
Chi volesse invece (avendone i requisiti) accedere al fondo europeo TACIS, ci provi! Sara’ fortunato se ricevera’ una risposta!
http://www.mincomes.it/tacis/tacis2000/indice.htm
Al contrario del luogo comune che vede la classe politica russa, corrotta, in realta' non arrivano a tali bassezze, e i casi scoperti vengono puniti in maniera severa.. mi viene in mente l'ex vice-governatore di Pietroburgo Malishev che mori in prigione di stenti (mi pare il 7 maggio di 2 anni fa), dove fu buttato li a marcire per una sospetta tangente di 2500$ concernenti appalti vari nel settore edile/sportivo. Ne Putin, tantomeno il fatto che fosse un personaggio amato e carismatico, ne tantomeno la sua malattia, lo aiutarono ad uscire di prigione.
Aggiungo anche: Diffidate degli italiani all'estero!

Andrea Bruno
male
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Avviare un attivita' a San Pietroburgo costa:
Chiosco: 15000 - 25000 Euro (vicono al metro)
Chiosco: 10000 - 20000 Euro (in citta')
Negozio (in affitto) 25 - 70 Euro/mtq x Mese
Negozio (di proprieta') 80 mtq 140000 - 200000 Euro (sulle vie principali)
Negozio (di proprieta') 80 mtq 120000 - 150000 Euro (in citta')
Ristorante (di proprioeta') 100 mtq 200000 - 400000 Euro (sulle vie principali)
Ristorante (di proprioeta') 100 mtq 150000 - 250000 Euro (in citta')
Per quanto riguarda Mosca aumentate di 1/3 i costi qui riportati per San Pietroburgo
P.S. i prezzi riportati vanno da un minimo a un massimo di quello che e' grossomodo l'ammontare dell'investimento.



male
Zar@box.it
Luposky

io nn ho letto tutto, solo l'ultimo pezzo dei prezzi, spero che nn ti sia dimenticato di citare il fattore "mafia". è molto importante, visto che devi sborsare anche per aprire anche un tombino....visto che parliamo di pitier e di mosca nn sn mica noccioline quello che devi pagare al capoccia locale. quindi fai una ricerca e aggiungi il sesto pezzo...ola

ac
E C
male
granduca@front.ru
Borghese

un mio amico ha dovuto chiudere un ristorante a mosca della sua catena spaghetti house che ha in tutto il mondo appunto per il problema della mafia

Memento Audere Semper
Andrea Bruno
male
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Per Pietroburgo il problema mafia non esiste.. Eccetto il meccanismo "arriva il sopralluogo dei Vigili Del Fuoco", accennato sopra.

E' possibile comunque che si entri in meccanismi per cui poi si debba pagare qualcuno, in particolar modo in tutte quelle situazioni anomale dove si ottengono permessi o concessioni che non dovrebbero essere rilasciate (per via della corruzione), per esempio vedi le concessioni edilizie in luogni particolari (i parchi, o edifici enormi in centro), dove dapprima ti danno la concessione (e certo.. si e' corrotto a suon di mazzette per costruire e deturpare una zona a vincolo), e poi una volta avviato il cantiere a meta' lavoro ti bloccano.. e li che fai? A ridaglie un'altra mazzetta e cosi chissa' quante volte.

Poi gli Italiani (la maggiorparte sono solo qui a donne), mettono in piedi business strampalati solo per trovare la scusa (e copertura per la moglie) per venire in Russia di tanto in tanto a divertirsi.. fanno cosi' anche le delegazioni politiche, figuriamoci i privati.. e quindi non fanno le dovute valutazioni anche per il poco tempo a disposizione (tempo occupato nei divertimenti..), quindi si parte male e si finisce poi a dover rimediare in qualche modo.. Potrei fare mille esempi a partire dal gruppo Domina http://www.domina.it/

Poi non parliamo di quelli che vengono fregati dal socio (il parassita), in vario modo.. c'e' stato uno che pagava una percentuale di tassa sulla importazione, poi (dietro mio consiglio), scopri' che in realta la tassa alla dogana non c'era e i soldi se li pappava il socio.

Ritornando alla corruzione, ad alti livelli e' ben congeniata, si camuffa sottoforma di consulenze, si parte dai permessi per la ristrutturazione degli appartamenti per finire alla trasformazione ad uso non abitativo dei locali da destinare alle attivita' commerciali.. anche qui se si sta un'attimino attenti e si parte con il piede giusto (e non con la testa sulla gnocca) si fa tutto pagando il minimo per le varie concessioni.


male
Zar@box.it
Luposky

gia il sopraluogo dei vigili del fuoco è sempre molto utile per il mercato immobiliare..chiudendo esercizi si da la possibilità di aprirne nuovi...

ac
Andrea Bruno
male
customercare@officialguide.info
Webmaster

Tuttosommato se uno apre dove deve aprire non ha problemi di sorta, e' chiaro che se si vuole trasformare un seminterrato o una cantina, buia e malsana, senza (o piccole) finestre e uscita di sicurezza, solo perche' questa e' in zona di passaggio ad alto flusso, i problemi possono esserci.
Diversi comprano tuburi per 2 soldi con la speranza di trasformarli in locali adibiti per attivita' commerciali.
Poi ci sono tante norme che dando la mazzetta si aggiustano, per esempio i divisori delle pavimentazioni con travi in legno etc..
Comunque se uno apre un locale dove tutto e' a norma non ha e non avra' nessun problema; Il problema invece e' capire se e' tutto a norma prima di acquistare (sopratutto se si ha la testa nella gnocca come gli imprenditori di casa nostra).
Tuttosommato aprire un locale in Russia e' infinitamente piu' semplice che in Italia (e meno costoso). E' veramente mostruoso la montagna di permessi e vincoli che in Italia tutelano le lobbie.. a incominciare dai costi: notaio e camera di commercio, per finire i requisiti che devi avere..

Di recente ero in Taxi e l'autista mi chiese se la parola "corrupzia" era italiana.. come "mafia", "terrorism", ecc..


Massimo
male
habibit_1@hotmail.com
Alea

Ciao Webmaster,ho un amico a Mosca si chiama Marco anni fa ha aperto una ditta di antifurti,gli affari le sono andati parecchio bene,a sentire lui basta fare le cose in regola,e farsi i fatti propri,per non incorrere in problemi,tu cosa ne pensi?

male
Zar@box.it
Luposky

si vede che faceva antifurti difettosi e i banditi nn lo tormentavano smile_teeth

ac
Marco Micalizio
male
marco_micalizio@virgilio.it
Marckoit

Ciao webmaster io mi chiamo marco, vivo in sicilia ho un piccolo negozio di prodotti per l'informatica ( computers, software, etc..) il mio negozio e' grande circa 60mtq, se riesco a trovare un negozio di quel calibro a Sanpietroburgo si riesce a vivere ? premetto che non voglio andare a Sanpietroburgo per la cosidetta gnocca, in quanto qui' in Italia sono single e' rispetto la mia ragazza che e' di Sanpietroburgo e che inoltre ci rispettiamo a vicenda.
Sara' dunque con lei che vorrei avviare questo mio progetto, anche perche' io non parlo la lingua russa e dunque sara' lei a gestire i rapporti interpersonali con la clientela io mi limitero' ad operare nel campo tecnico poiche qui' in italia ho un'esperienza di 13 anni nel settore.
A gennaio verro' per l'ennesima volta a Sanpietroburgo , potrei venirti a trovare ?
Ringranziandoti anticipatamente , ti invio i miei migliori saluti...
ciao a presto,
Marco.
Mauro Foresi
male
federicoforesi@tiscali.it
Tula

Ciao Webmaster,ho una piccola azienda di calzature,in passato ho lavorato molto bene con lo shop-tour,era cosi facile che non mi sono mai preoccupato di impiantare una rete vendita russa.Ora come sai la competizione su Mosca è molto forte,oltretutto mi sono svenato con rappresentanti, reti vendita esistenti e improvvisate ,fiere,work-shop,il tutto consigliato alla grande dalle n/s associazioni.Ora dopo innumerevoli sbagli ho deciso di produrre e vendere in loco.Voglio dire la mia esperienza lavorare in russia è molto molto difficile,ci sono molti rischi e difficoltà da una parte e soldi cash e margini adeguati dall altra. Ai ragazzi del forum voglio dire di non improvvisare,li è tutto molto costoso e poco certo..Webmaster cosa ne pensi,produzione in Bielorussia,distribuzione principalmente sul nord con circa 20 punti vendita,alcuni veramente validi .Come prima fase su n/s licenza con roiality cash poi con l acquisto di una piccola fabbrica o una societa mista.Il rischio è che una volta avviato ci cacciano..ma sempre meglio che entrare subito e perdere soldi..Sarei lieto di leggere un tuo parere. Un saluto a tutto il forum.
Massi Mar
male
maximr2003@mail.ru
Maximr2003

ciao Webmaster,
da quello che ho analizzato anch'io, permanendo pero' nelle (come dici te) microzone elite della russia
vedi la citta di sochi, riscontro quello che tu vai ad affermando.
A S.Pietroburgo non ci sono ancora stato, ma pensi che anche se ci si interesa di fare qualche
piccola iniziativa italia-russia a soddisfacimento del singolo privato benestante (rinnovo dell'immobile
anche chiavi in mano) curandolo nei minimi particolari ed eventualmente accompagnandolo in italia
familiarizzando maggiormente, il tutto possa avere esito positivo? ... seppur non esagerando nell'egoismo
e quindi entusiasmandolo con il made in italy fatto in maniera esclusiva per lui, senza dover incorrere
in vere e proprie commercializzazioni del prodotto ma personalizzandolo a misura per lui?

gradirei un tuo parere..
grazie

maximr2003@mail.ru
Nicola Pagano
male
tiaulicchiu@hotmail.it
Zarnicolas

ciao Webmaster,
quest'anno finisco il liceo e il mio sogno è sempre stato quello di aprire un'attività all'estero, magari in uno stato con un'economia in crescita. Vorrei aprire un locale con caratteristiche tipiche italiane (disco pub,cocktaileria, etc) nel centro di una città russa dove la movida notturna sia attiva. Potrei avere consigli riguardo investimenti e quant'altro? Vorrei affermare la mia attività all'estero, perchè un po' come tutti sono amante della bella vita smile_devil