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Addetto culturale del Consolato Italiano rapinato

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Ilcontepalatino Ilcontepalatino
male
ernesto@mail.ru
Ilcontepalatino

Leggendo sul blog dove collabora un amico del forum, ho trovato questa notizia che mi ha lasciato un po' "sgomento"...ma soprattutto colpito dai commenti allegati all'articolo dove si afferma che comunque i mandanti di questa vile rapina siano un gruppo di italiani che non hanno di chè campare.
Invito tutti a leggere l'articolo e poi magari lo commentiamo qui tutti insieme.
http://massmediumblog.com/2012/04/08/addetto-cultu...
Andrea Bruno
male
customercare@officialguide.info
Webmaster

Secondo me - premesso che non sappia nulla sulla vicenda - viste le lesioni inflitte a Mattioli, si presume che l'intento degli aggressioni più che la rapina sia proprio l'aggressione. Che vogliano che se ne vada? C'era bisogno di lederlo in quel modo per portargli via il denaro? Io credo proprio di no.
Comunque San Pietroburgo è - sotto molteplici aspetti - la Napoli del nord, quindi non c'è tanto da rallegrarsi.
Giovannone Giovannone
notdefinite
barabba.furlan@email.it
Giovannone1

brutta storia..
ecco "l'occidentalismo" che tanto perseguono i russi.. casi del genere mi pare siano + rari nell'Est
Guido Eugenio
male
jenkaitalii@hotmail.com
Theo

La risposta alla discussione preferisco pubblicarla qui:
http://massmediumblog.info/forum.aspx?f=103&t=60

Poiché di queste cose se ne parla nei propri spazi, sennò poi qui rischiamo che anche Andrea, il Webmaster, subisca "pressioni" da parte di questi delinquenti italiani in Russia.
Giovannone Giovannone
notdefinite
barabba.furlan@email.it
Giovannone1

questo significa molto, il fatto che i mandanti non siano russi.
Auspico giustizia
Gino Pilota
male
calzo_it@yahoo.it
Dominedio

Giovannone1:
questo significa molto, il fatto che i mandanti non siano russi.
Auspico giustizia

Comunque e' da pazzi, sto ascoltando notizie da san pietroburgo come rapimenti, adesso botte all'addetto culturale all'ambasciata italiana, ...non so chi siano i colpevoli ma auspico che il governo russo prenda provvedimenti seri(magari ripristinando qualche deportazione in siberia), da quando ci sono vissuto, sembra che la situazione dell'ordine pubblico sia di molto peggiorata
Guido Eugenio
male
jenkaitalii@hotmail.com
Theo

Agli inquirenti russi di cosa accade tra italiani semplicemente non interessa; sin quando quelli non faranno qualche cosa contro un russo sono nella cosiddetta "botte di ferro".. Loro lo sanno e si guardano bene di accendere qualche "conflitto" con un cittadino russo.

In Italia sono perseguibili comunque, anche per reati commessi all'estero (in base all'entità del reato ed alla pena prevista) il magistrato può svolgere un'indagine e chiamarli a giudizio; il problema in questo caso è che il Consolato Italiano non trasmette alla magistratura competente le segnalazioni e le denunce. Ti dicono che non si può fare nulla..
Ma non è così! Nei Consolati italiani, uno dei funzionari (di solito colui che firma i passaporti rilasciati agli iscritti AIRE), oltre ad essere del Ministero per gli Affari Esteri è anche del Ministero dell'Interno; sarebbe a dire che ha una carica equivalente a quella del Questore. "Potrebbe" (lo dico tra virgolette), a suo tempo sono già stati denunciati e più di una volta, ma quel funzionario non ha fatto il suo dovere.
Che dovere? Quello di raccogliere i documenti, le prove fornite e le informative, per poi trasmetterle al Tribunale competente che, salvo non sia nel frattempo cambiata la regola del sistema giudiziario, per i reati commessi da cittadini italiani all'estero la competenza spetta al tribunale di Bologna.
Giovannone Giovannone
notdefinite
barabba.furlan@email.it
Giovannone1

Ma possibile che MAttioli, conoscendo bene cosa gli è accaduto, non denunci? Non faccia pressioni? Non faccia un appello per sgominare questa "mafietta"?
Guido Eugenio
male
jenkaitalii@hotmail.com
Theo

Mattioli è stato aggredito da russi in Russia, quindi le indagini le fanno gli inquirenti russi. Questi si sono mossi per rapina e lesioni, allo stesso modo di come indagano per le tante che capitano in giro a stranieri.. Ovvero chiudendo nel cassetto il fascicolo e "chissenefrega". Nessuno ha "pensato" che la rapina era un pretesto, un sistema per nascondere il vero movente dell'aggressione; ovvero quello di "dargli una lezione" mandandolo all'ospedale con la testa rotta. Oltretutto non credo abbia opposto alcuna resistenza, sono i due "scagnozzi" che prima di tutto lo hanno picchiato di brutto, e solamente dopo gli han sottratto soldi, portafoglio ed altri effetti personali.
Immagino che Mattioli sa benissimo che è inutile fare denuncia contro "presunti mandandi" o ignoti (che ignoti poi non sono); in Russia se vai negli uffici della Polizia o direttamente alla Procura, per denunciare qualcuno, di li a poco diventi automaticamente l'indagato: Ti richiamano mille-mila volte per chiedere precisazioni e altro, ed altro ancora; perdi giornate intere, un sacco di tempo.. E non otterrai alcun risultato.

Anche se poi qualcuno seguisse tutto l'iter ed alla fine si presentasse in Consolato con la documentazione russa tradotta (fotografie, rapporti, perizie, email delle minacce, tabulati telefonici e dei messaggi sms, etc., etc.).. Si sentirà dire che non possono fare nulla.

Gli inquirenti russi hanno fatto altrettanto con il caso dell'italiano rapito; fascicolo e cassetto per prendere meno polvere. Giusto le cronache italiane parlavano di una collaborazione tra le polizie dei due Paesi, tutte balle scritte dai quotidiani tanto per finire l'articolo.
Andrea Bruno
male
customercare@officialguide.info
Webmaster

Mattioli in Russia si è sempre prodigato in un settore difficile, che è quello di promuovere la cultura e iniziative di carattere culturale. Sicuramente non ha dato mai fastidio a nessuno, anzi.. Lo conobbi personalmente ad una delle nostre cene a SPB. Per quel che mi riguarda, un attacco alla sua persona è un attacco a tutti noi. Spero che ciò che è successo non lo faccia desistere dal proseguire la sua "missione" in Russia.
Purtroppo, benchè qui se ne parli poco o nulla, aggressioni ai nostri connazionali in Russia sono all'ordine del giorno. A San Pietroburgo per il turista è esattamente come stare a Caracas, la cosa scandalosa è che i nostri connazionali olre ad essere presi di mira dalla micro criminalità, lo sono anche da parte delle forze dell'ordine (soprattutto la sera).
Per un italiano sprovveduto come può essere una persona di una certa età o un turista con poca esperienza di viaggi in posti difficili, girare a San Pietroburgo può rivelarsi esattamente come girare a Bagdad con un berretto americano intesta. In passato assistetti a cose indicibili, accadute a nostri connazionali, i quai da vittime sono finiti per essere indagati: "Ahh ti hanno rapinato, allora significa che tu avevi i soldi, dove li hai presi?".
La cosa è talmente sistematica che "secondo me", non si ha più nemmeno tutela consolare.. se malauguratamente ti succede qualche cosa, sei semplicemente un numero e la tua pratica va ad arenarsi insieme a mille altre.
Spero che nel casi di Mattioli, dato che è pur sempre un nostro rappresentante consolare, l'autorità Russa faccia delle indagini "serie" (io ho un po' di esperienza e vi posso garantire che le indagini della polizia russa superano come comicità le scene dei film di fantozzi).
La cosa più surreale di San Pietroburgo è che la polizia non riesce a mettere in sicurezza le tre zone cruciali (Piazza Sant Isacco, Gostini Dvor, incrocio Kanal Griboedova-Nevski Prospekt), queste tre zone rappresentano uno spazio moloto delimitato e facilmente controllabile. Il mio sospetto è che chi preposto a sorvegliare questi spazi prenda la mazzetta dalla criminalità cosicchè la gente viene lasciata in balia di infausti eventi.
San Pietroburgo, anche per questo, non riesce a decollare come città di grande attrazione dal punto di vista turistico (come numero siamo lontanissimi dalle grandi capitali europee, l'aereoporto Pulkovo non avviva a fare nemmeno la metà del traffico aereo di Bergamo). Una situazione come questa si riperquote sull'economia della città e del Paese.
Giovannone Giovannone
notdefinite
barabba.furlan@email.it
Giovannone1

Mi rendo conto di quello che affermate, e capisco il rischio che ne deriva. Credo ci sia anche un fattore c. di fondo (non trovarsi mai percaso nel posto sbagliato nel momento sbagliato) ma vorrei chiedervi, voi come fate/avete fatto a vivere in Russia così a lungo? Avete rischiato e siete stati semplicemente fortunati (on tutte le vostre precauzioni del caso, sia chiaro) o contate su qualcuno che vi possa aiutare in certi momenti/godete di una protezione conosiuta?
Grazie x le risposte