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Gli zombi esistono

Il krokodil: Sconvolgente droga che trasforma gli esseri in zombi (persone impressionabili: Non leggere!)

In Russia sta spopolando una sconvolgente droga letale capace di trasformare le sue vittime in zombi viventi e che rischia di annientare il Paese. Si tratta di una droga che purtroppo per cause che ancora i ricercatori stanno cercando di appurare, i russi si sono dimostrati notevolmente più predisposti ad assuefazione di qualsiasi altra razza. La predisposizione all’assuefazione da parte dei popoli slavi, tartari e mongoli era già notato ai genovesi del XV secolo (i quali tramite la Crimea confinavano con la grande madre Russia), incominciarono il commercio di acquavite che all’epoca era del tutto sconosciuta ai Russi. Benché le droghe non esistessero, tale prodotto produceva in loro un effetto paragonabile alla moderna all’assuefazione da narcotici che tutti noi conosciamo. Gli Zar ben presto si accorsero di questo e proibirono ai genovesi di commerciare l’acquavite che però continuò a circolare per mano degli italiani con gli stessi metodi che saranno utilizzati poi a Chicago da Al Capone. I russi imparato poi a farsela autonomamente, gli diedero il nome di Vodka che appunto è la traduzione di Acqua (vite), e questa sarà la loro rovina, ma ora con il finire dell’unione sovietica questo male sociale sta passando allo step successivo:
 
Il nome di questa droga è krokodil (coccodrillo) o desmorfina, e la cosa che sta preoccupando i ricercatori russi è la facilità con cui il 90% di chi la prova rimane assuefatto già a partire dalla seconda dose per finire in un vortice infernale che nel giro di breve trasforma qualunque individuo in uno zombi con organi e parti del corpo devastate.

Eroina e altre droghe non sono accessibili ai russi, in un Paese in cui il salario della maggior parte della popolazione si aggira soli 300 euro nelle città e 150 nella campagna, ragion per cui la maggior parte dei giovani è consona a drogarsi utilizzando funghi velenosi in dosi non abbastanza consistenti per provocare la morte ma abbastanza forti per indurre allucinazioni. Ad aggravare il tutto vi è la preoccupante mancanza di una coscienza collettiva ad indicare che l’uso di droghe è “male”. Essendo la società caduta in degrado con il cadere dell’unione sovietica e di conseguenza una più ampia degenerazione sociale, i giovani danno alla tossicodipendenza agendo con assoluta mancanza di consapevolezza di ciò che fanno.
Benché il krokodil sia una droga semplice da realizzarsi, la sua diffusione sta spopolando solo in Russia, ed è appunta su questa anomalia che i ricercatori si stanno soffermando in modo da trovare un rimedio al fenomeno. Il professor Popov fa notare che benché in sud America tra la popolazione delle favelas dove è diffusa l’inalazione dei vapori della colla, nessuno utilizza il krokodil, la cui ricetta consiste in una mistura di detersivo, acetone, benzina, olio industriale, pastiglie per il mal di testa anche scadute, iodio. La semplicità con cui può essere prodotta è tale da indurre chi ne è assuefatto a prodursela in autonomia con il metodo “home made”, e ciò che è peggio è dovuto dal fatto che questa droga è difficile da contrastare in quanto nessuno dei singoli ingredienti è vietato o risulti non di libera vendita.
Mai una sostanza ebbe un nome così rispecchiante il proprio effetto, infatti, coloro fanno uso del micidiale krokodil appaiono come se fossero stati mangiucchiati dal coccodrillo trasformandosi nel giro di breve in morti viventi con pelle, carne e organi devastati. La trasformazione è talmente rapida che quando ci se ne rende conto oramai il paziente ha subito danni irreversibili, di consuetudine parti del corpo quali falangi o elementi cartilaginei si sfaldano già a pochi giorni dall’utilizzo del composto senza possibilità alcuna di miglioramento in quanto il processo in atto conosce solo una fase degenerati. Il professore Popov ci fa indossare una mascherina e per laprima volta mostra alla stampa occidentale un lazzaretto nauseabondo nel quale sono – a volte incatenati – reclusi i suoi pazienti: “L’unica strada percorribile questi tossicomani, è quella dell’eutanasia in modo da dar fine alle loro sofferenze. La fuori, in strada abbiamo decine di migliaia di giovani agonizzanti ridotte a zombi, per i quali non esiste una cura e che faranno una fine orribile. L’altro giorno in una dacia di campagna nei sobborghi di Ekaterinburg ne abbiamo trovato uno che stava per essere divorato dalle formiche le quali avendolo scovati gli si erano intrufolate sotto gli squarci della carne”.
Il viaggio verso la morte è lento ed agonizzante, vi è una alta percentuale di tossicodipendente con gravissime lacerazioni agli organi interni e al cervello, per le quali normalmente un paziente comune non rimarrebbe in vita.
E’ rarissimo che chi ha assunto questa sostanza non riesca a farne più uso, i familiari di coloro che sono finiti in questo girone dantesco, per far sopravvivere il loro caro sono costretto ad affidarlo a centri di cura che in Russia sono delle vere e proprie sette religiose dai metodi spicci: Legano il paziente e lo tengono segregato a pane ed acqua per lungi periodi, chi ancora presenta facoltà cognitive viene bastonato e torturato in maniera preventiva con l’intento di fargli passare l’assuefazione. A seconda dell’avanzamento dello stadio della malattia, i “recuperati” (meno dell’1%) nella migliore delle ipotesi rimarranno scemi per tutta la vita, mentre gli altri saranno ridotti ad uno stato vegetativo con il cervello trasformato in pappa.
Ad iniziare dal crollo dell’unione sovietica, l’uso di droga sta aumentando in maniera esponenziale a tal punto che oramai in Russia vi sono diversi milioni di consumatori, che se sommati agli alcolizzati, creano un quadro preoccupante condannando la Russia a non vere più un proprio futuro per carenza di giovani sani: Con 5 milioni di tossicodipendenti, aventi una vita media di 5 anni la Russia è condannata a subire più vittime da alcool e droga che quante patite nella seconda guerra mondiale.

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