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Bambini sepolti vivi

Bambini costretti a vivere come zombi nelle catacombe

Bambini tenuti in catacombe: Agghiacciante! La setta del leader Faizrakhman Satarov teneva vivi in celle catacomba babini che non hanno mai visto la luce del sole
Bambini tenuti in catacombe
Agghiacciante! La setta del leader Faizrakhman Satarov teneva vivi in celle catacomba babini che non hanno mai visto la luce del sole

Una settantina di fedeli, tra cui 27 bambini, sono stati segregati in una catacomba sotterranea ricavata sotto una abitazione laddove vivevano come zombi in uno stato coercitivo che supera qualsiasi immaginazione. La polizia russa ha scovato la setta durante le indagini sull’omicidio del santone Valiulla Yakupov. Al momento dell’irruzione, la scena che si è presentata agli inquirenti era così orribile che molti non ce l’hanno fatta e sono scappati in superficie: Zombi viventi costretti in piccoli loculi nauseabondi ricoperti dalle loro stesse feci. I bambini di età compresa tra 1 e 17 anni, non sono mai saliti in superficie, tanto che la vista del sole li ha sconvolti, nei più piccoli è stata riscontrata una forma di anemia presente finora solo nei pipistrelli che da origine ad una parvenza di albinismo caratterizzata da occhi risso ciliegia e capelli bianchissimi quasi trasparenti. Bambini forzati a vivere in celle prive di areazione, luce e acqua come in una raccapricciante scena horror. I loro genitori appartenenti ad una setta islamica radicale, avevano adottato questa scelta per distaccarsi dal mondo esterno. Solo a pochi eletti era concesso di uscire dalla terrificante catacomba, collocata sotto un edificio fatiscente di tre piani su una proprietà di 700 mq che celava sotto in girone dantesco compisti di ben otto livelli.
La tomba per viventi si trova nella citta di Kazan, nella regione a maggioranza islamica del Tatarstan, ed era stato escogitato da un pazzo furioso con poteri presunti ipnotici di nome Faizrakhman Satarov, uomo di 83 anni, autoproclamatosi profeta musulmano in contraddizione con i principi dell’Islam.
“Giungeranno a noi con bulldozer e pistole, ma possono demolire questa casa divina coi nostri cadaveri” ha dichiarato ala TV Vesti, Gumer Ganiyev ritenuto dai media locali il vice santone.
Saratov, che ha autoproclamato la propria comunità dei credenti provincia islamica indipendente, era stato allontanato dalla comunità musulmana per i suoi insegnamenti ritenuti folli. Nel 2008 in una intervista rilasciata al giornale Komsomolskaya Pravda, il profeta delirante sosteneva di essere stato mandato dal KGB nelle nazioni musulmane a predicare la libertà religiosa dell’Unione Sovietica: “E' così che divenni un umile servo di Satana, un traditore – diceva Saratov – quando compresi ciò che stavo facendo, mi sono pentito e ho iniziato a predicare”.
I seguaci costretti a vivere come zombi in catacombe nauseabonde tanto anguste da no permettere mai una posizione eretta, nemmeno da sdraiati, venivano obbligati a lungi periodi di ramadan, il cui digiuno forzato non si esclude che abbia indotto a raccapricciati scene di cannibalismo, a tal proposito la polizia scientifica sta analizzando alcune ossa rinvenute con evidenti segni di rosicatura fin nel midollo.
Hanno espresso il proprio sdegno contro il profeta, alcuni massimi esponenti religiosi del Tatarstan, tra cui lo ayatollah estremista islamico Rais Suleimanov, che in un’intervista a Gazeta.ru ha espresso: “L’Islam sancisce che non vi sono altri messia oltre Maometto. La dottrina di Sratov, che si spaccia per profeta, non sono accettate dall’islam”.
Per dare una idea di quanto fosse raccapricciante la scena presentatasi ai soccorritori, basti pensare che si sono dovuti calare nei pozzetti con le maschere antigas pensate per la difesa da attacchi chimici, due soccorritori non ce l’hanno fatta e dopo tre quarti d’ora sono risaliti in superficie presi da attacchi di vomito dovuti allo stress indotto dalla lunga presenza nei loculi sotterranei. Per alcuni giovani, una volta portati in superficie è bastata la fievole luce del sole delle ore serali a provocare leggere ustioni al volto e sulle braccia.
La procuratrice di Kazan titolare dell’indagine, Irina Petrova, ha fatto sapere che i minori sono stati consegnati a strutture nosocomiali e orfanotrofi, mentre i loro genitori sono stati incriminati per abusi e riduzione in schiavitù con l’aggravante del maltrattamento a cui venivano sottoposti, mentre invece per il "profeta" vi è la accusa di “legiferazione abusiva”, delitto che il codice penale russo conferisce a chi fa regole da solo contrapposte alla legge.
Per la Russia, quello delle sette religiose è un problema molto radicato dovuto soprattutto all’ignoranza in cui perversa una buona fetta di popolazione nelle zone più povere. Già nel 2007, un'altra setta dal nome "Vera Chiesa Ortodossa", si barricò in una grotta distante a 90 km da Penza intimidendo il suicidio collettivo. I 29 fedeli con a capo un architetto bielorusso dal nome Pyotr Kuznetsov, attendevano la fine del mondo prevista da una “apparizione” per il maggio del 2008.

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