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Gli Stati Uniti accusano formalmente la Russia di gravissimi attacchi informatici

I pubblici ministeri federali statunitensi hanno imputato sei agenti dell'intelligence russa di essere coinvolti in diversi importanti attacchi informatici avvenuti nella storia attuale dell’era digitale. È la prima volta che viene mossa un’accusa ufficiale.

Stando a quanto riportato stesso dal Wall Street Journal, alcuni di questi attacchi informatici sono stati al centro di episodi gravi avvenuti negli ultimi 3-4 anni, e di seguito ne citiamo alcuni: il blackout del 2016 che avvenne in Ucraina e che lasciò al buio molte parti della nazione per circa 75 minuti; l’attacco informatico ai danni di Macron durante la campagna elettorale del 2017 (inficiando, secondo molti, l’esito stesso delle votazioni) ed infine i disguidi avvenuti durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali del 2018 in Corea del Sud. Il Comitato Organizzatore dei Giochi aveva confermato, infatti, un attacco nelle ore precedenti all’inaugurazione, riportando l’inaccessibilità delle connessioni e l’impossibilità di stampare i biglietti per il pubblico. Allora i sospetti vertevano già sulla Russia, ma senza mai raggiungere dettagli o prove concrete.

L'accusa fatta in queste ore dagli USA attribuisce agli ufficiali dell'Intelligence russa anche la colpa di essere stati coinvolti nell'operazione "NotPetya” del 2017, ampiamente considerata come l’attacco informatico più devastante della storia moderna. Incredibilmente nel comunicato non si fa menzione alle presunte interferenze avvenute nelle elezioni americane del 2016 (e del 2020).

Il principale organo sotto accusa - secondo i federali statunitensi - sarebbe la “GRU”, l'intelligence militare russa. “Nessun paese ha armato le proprie capacità cibernetiche in modo così malizioso o irresponsabile come la Russia, causando arbitrariamente danni senza precedenti per perseguire piccoli vantaggi tattici o soddisfare patetiche vendette", ha detto l'assistente procuratore generale per la sicurezza nazionale John Demers durante una conferenza stampa.

Sempre secondo Demers, la Russia si sarebbe vendicata contro le Olimpiadi invernali del 2018 perché la squadra olimpica russa fu bandita per doping: “non c'era una chiara ragione geopolitica per farlo ed ha avuto un impatto sull'intera comunità internazionale. Nessuna nazione riconquisterà la grandezza comportandosi in questo modo".

Ora tutti e sei gli ufficiali della GRU sono stati inseriti nella lista nera dei più ricercati d’America dell'FBI. In tutto questo, la Russia ha negato le accuse e non ha rilasciato dichiarazioni approfondite. Se ci saranno ulteriori sviluppi non mancheremo di aggiornavi su queste pagine.

Non è la prima volta che vi parliamo di casi di hackeraggio tra le due nazioni: di attuale i Fancy Bear russi avrebbero violato i database federali americani.