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Russia emette Bond in yuan: inizia era post dollaro

Sta per avere inizio una nuova era, nella quale il dollaro non è più al centro di tutte le transazioni finanziarie. La Russia emetterà presto Bond in yuan del valore di quasi un miliardo di dollari, sancendo di fatto la nascita di un nuovo sistema finanziario che non sia più basato su e che non dipenda più dal biglietto verde.

Tra dicembre e gennaio la Russia, stando a quanto reso noto dai media nazionali, emetterà titoli di Stato per 6 miliardi di yuan (un po’ più di $900 milioni) con una scadenza a cinque anni. La banca centrale del paese ha fatto sapere di voler sondare il terreno per investimenti futuri.

Nel caso altre operazioni di questo tipo venissero portate avanti, Russia e Cina potrebbero essere in grado di escludere il dollaro dagli accordi e dalle transazioni bilaterali tra le due potenze asiatiche. Se un numero maggiore di specialisti del settore finanziario russo dovesse seguire la stessa direzione, sul medio termine Mosca e Pechino sarebbero in grado di utilizzare quasi esclusivamente yuan e rubli (per il momento soprattutto yuan).

Gleb Zadoya, Head of Analytics di Analitika Online, ha fatto sapere a Russia Today che per Mosca si tratta inoltre di una opportunità d’oro per avvicinarsi ancora di più alla Cina, un’alleanza che assume un maggior senso in un periodo in cui la Russia è sempre più diplomaticamente isolata e ai ferri corti con l’Occidente. La comunità internazionale minaccia di imporre nuove sanzioni economiche che potrebbero colpire il mercato obbligazionario russo.

Da parte sua Petr Pushkarev, Chief Analyst di TeleTrade, ha riferito ai media russi che investire in bond denominati in yuan è anche una grande opportunità per gli investitori cinesi che vogliano diversificare i loro portafogli di investimento dominati da asset legati ai dollari.

I bond russi denominati in yuan sarebbero interessanti anche per la Cina, che ha migliaia di miliardi di dollari di liquidità in eccesso, secondo l’analista, così come per centinaia di migliaia di nuovi investitori interessati a testare nuovi mercati.

È nell’interesse di Russia, Cina e altri Paesi – sottolinea Pushkarev – voler creare un sistema meno dipendente dal dollaro o addirittura del tutto indipendente dalla moneta americana.