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Elezioni Russia: vittoria in pugno per Putin, che accusa Usa di ingerenza

Il 18 marzo, data delle elezioni presidenziali in Russia, si avvicina e Vladimir Putin, candidato come indipendente, è quasi certo della vittoria, come i sondaggi confermano. Un clima di tensione circonda il voto che sarà sorvegliato da diversi osservatori internazionali, con l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse) che intende inviarne circa 500.

Il candidato Boris Titov, imprenditore e leader del partito della Crescita, ha fatto la sua previsione sui risultati delle elezioni. Secondo Titov, Vladimir Putin è quasi certo che sarà rieletto perché ha un enorme vantaggio sui suoi rivali. Gli altri candidati parteciperanno sapendo già il risultato della competizione. Dopo una percentuale del 64,9% attesa per Putin, arriverebbe al secondo posto Pavel Grudinin del Partito comunista, con il 6,7% dei voti, seguito da Vladimir Zhirinovsky, candidato del Partito liberaldemocratico con il 6,2% e dalla presentatrice Xenia Sobchak.

Intanto, il Regno Unito potrebbe annunciare nuove sanzioni alla Russia. Il primo ministro britannico Theresa May è sotto pressione dopo l’avvelenamento con il gas nervino dell’ex agente segreto Sergei Skripal e di sua figlia Yulia sul territorio del Regno Unito, a Salisbury, sud ovest di Londra. Oggi, lunedì, May affronterà la questione in un consiglio di sicurezza nazionale.

E dalla Russia arrivano accuse di ingerenza nelle elezioni agli Stati Uniti. Un funzionario russo ha riferito che l’amministrazione avrebbe le prove di tentativi di influenza da parte degli Usa sulla competizione elettorale. Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha anche affermato che le sanzioni statunitensi imposte alla Russia sono state progettate per destabilizzare il paese e incidere sulle elezioni.