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Elezioni Russia: Partito Liberale, il programma di Vladimir Zhirinovsky

Avversario di Vladimir Putin alle prossime elezioni, Vladimir Zhirinovsky è un esponente politico della vecchia guardia ed è il leader del Partito Liberale russo. Nato ad Alma Ata, Kazakistan, nel 1946, Zhirinovsky è famoso per le sue idee ultranazionaliste e per essere sostenitore di uno stato di polizia.

Figlio di ebrei polacchi, il giovane Vladimir Zhirinovsky nel 1964 si trasferisce a Mosca dove studia al Dipartimento di studi turchi dell’Università statale. Dopo la laurea, nel 1969, svolge il servizio militare a Tblisi e poi, dopo una seconda laurea in legge, ricopre vari incarichi amministrativi e burocratici in diversi uffici pubblici.

I suoi primi approcci alla politica risalgono agli anni Ottanta ma si rivelano fallimentari. Vladimir Zhirinovsky parla inglese, francese, tedesco, turco e russo ed è stato candidato alle elezioni presidenziali del 1991, dove arrivò terzo alle prime elezioni presidenziali russe dopo la caduta del Muro di Berlino con il 7,8% dei voti.

Il programma elettorale di Vladimir Zhirinovsky

Tra le particolari promesse elettorali dell’avversario di Vladimir Putin nel 1991 dichiarò vodka gratis per tutti in caso di vittoria alle elezioni. Ancora nel 2008, durante la campagna elettorale per le presidenziali, prometteva in caso di elezione l’istituzione di uno Stato di polizia. Nei suoi progetti, sulla falsariga di Donald Trump, ha promesso un programma per far tornare grande la Russia, instaurando tra l’altro un regime di sicurezza militare, fucilando i leader delle mafie e i separatisti, e processando i politici corrotti.

Zhirinovsky è a capo del Partito Liberal-Democratico di Russia (LDPR), fondato nel 1989 e ispirato al patriottismo fanatico e al populismo di destra con tendenze nazionaliste, ostile sia al comunismo dell’era sovietica sia al capitalismo degli anni novanta.

Nel dettaglio i principali punti d’azione programmatica del partito guidato da Vladimir Zhirinovsky sono in primis la riunificazione di alcune delle ex-repubbliche sovietiche in uno stato unitario, il consolidamento della riforma del sistema giudiziario, l’applicazione della pena capitale per condannati per terrorismo, omicidio ed altri gravi reati, statalizzazione delle risorse di settori strategici dell’economia, come risorse naturali, agricoltura, alcool e tabacco, riduzione delle tasse per i produttori nazionali, sovranità economica della russa e applicazione del  protezionismo fino al controllo di tutti i terreni agricoli da parte dello Stato.