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Mercenari italiani in Donbass, Andrea Palmeri fermato in Russia?

La notizia, al momento, non trova conferme ufficiali. Sia la Digos che il suo legale, avvocato Emanuele Fusi del Foro di Lucca, non parlano. Bocche cucite sulla vicenda.

Sull’ex capo dei Bulldog, pende, come noto, una condanna definitiva per il pestaggio avvenuto nel 2013 in un pub lucchese, vittima Stefano Benassi, e un mandato di arresto europeo emesso dalla procura di Genova: il generalissimo, ex capo ultras della Lucchese, due anni fa, era il 2018, fu infatti imputato di reclutare mercenari nelle file dei miliziani del Donbass nell’ambito dell’indagine dei Ros del capoluogo ligure. Andrea Palmeri, secondo la magistratura genovese, era l’anello di collegamento tra i reclutati e i “Lupi” di Vladimir Putin, e il reato ipotizzato è quello di arruolamento o armamenti non autorizzati al servizio d’uno stato estero, punito con pene tra i 4 e i 15 anni.

Che Palmeri fosse partito da Lucca per l’Ucraina, combattendo sul fronte, è cosa risaputa, di cui lo stesso non ha mai fatto mistero, pubblicando su Facebook immagini di sè in guerra, ma ha sempre respinto le accuse di essere un mercenario ( leggere qui l’intervista rilasciata a Versilia Today: Continua su: https://www.versiliatoday.it/2018/08/12/non-un-mercenario-non-avro-difficolta-dimostrarlo-parla-andrea-palmeri/).

Resta ora da capire se, realmente, e per cosa, Palmeri sia stato fermato in Russia e se il governo russo accetti di estradarlo per far eseguire il mandato di cattura italiano. Unica cosa certa che lui, sempre attivo sui social, è dal 15 settembre scorso che non interagisce su Facebook