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San Benedetto – Viaggio in Russia, Gaspari chiede 30mila euro al Comune

Quella foto col pugno alzato, scattata nel cuore del comunismo. In quella Russia rischiarata dalle luci della notte. Fu questa immagine a scatenare un vero putiferio mediatico e politico attorno all’ex sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari.
Cosa sta a fare a Mosca? Ma è un viaggio istituzionale? Spende soldi pubblici?
Domande che finirono in un esposto arrivato sul tavolo della Procura di Ascoli. L’ex primo cittadino terminò il suo mandato con questa spada di Damocle giudiziaria pendente sul suo capo.
Lo scorso luglio l’archiviazione con il pm Monti che parò di spese congrue e finalizzate al viaggio che si stava facendo cioè alla mission istituzionale. Furono passate al setaccio le carte di credito e le ricevute di quella trasferta che vedeva protagonista lo stesso Gaspari e due membri della sua segreteria. Con questa sentenza alla mano, i tre hanno chiesto il rimborso delle spese legali al comune, come prassi vuole. Un totale di trentamila euro. Ora l’ufficio legale del palazzo di viale De Gasperi, valuterà la congruità delle richieste di rimborsi e dovrà procedere al pagamento dal momento che si tratta di un sindaco e di due persone che lavorano all’intimo dell’ente. Il viaggio risale al 2013 e, in seguito a quella missione, partì un’indagine delle Fiamme Gialle che per parecchi mesi passarono al setaccio la documentazione presente all’intimo del Comune per verificare tutte le spese inerenti al viaggio a Mosca. Una serie di verifiche che finirono in Tribunale per un’ipotesi di peculato. Sull’archiviazione è intervenuto anche l’ex sindaco di San Benedetto, Paolo Perazzoli, in passato molto legato a Gaspari. L’appello, nel corso della nostra Rassegna Stampa condotta da Jessica Balestra, è stato alla sobrietà.