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Olimpiadi: Russia squalificata per due anni, ma i tennisti saranno comunque a Tokyo

La Corte di Arbitraggio dello Sport (CAS) di Losanna ha dimezzato la squalifica dello sport russo in seguito allo scandalo doping in cui era stato coinvolto in occasione delle Olimpiadi di Sochi nel 2014.

Nel dicembre 2019 il Comitato Olimpico russo e tutte le federazioni ad esso associate erano state bandite per quattro anni dalle competizioni internazionali dalla World Anti-Doping Agency. Questo era stato il verdetto dopo che a seguito di diverse soffiate da parte di alcuni funzionari dei laboratori della RUSADA, l’agenzia anti-doping russa, era stato stabilita l’esistenza di una cospirazione su larga scala per coprire casi di doping riguardanti atleti russi durante la rassegna a cinque cerchi di Sochi 2014.

Il ricorso al tribunale d’appello del CAS ha consentito alla Russia di vedersi ridotta la pena da quattro a due anni. La pena ha decorso immediato quindi terminerà il 16 dicembre 2022, risultando quindi in una impossibilità per la nazione russa di poter competere alle Olimpiadi di Tokyo 2020, in programma in Giappone la prossima estate, e alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022.

Per quel che riguarda i tennisti in predicato di giocare il torneo olimpico di Tokyo non cambia nulla rispetto alla sentenza di 12 mesi fa: tutti gli atleti che possono provare di non essere coinvolti nello scandalo e che hanno avuto i loro test anti-doping eseguiti da organismi internazionali potranno competere a titolo particolare. I circuiti professionistici ATP e WTA, così come gli Slam e la ITF hanno delegato alla WADA il loro programma anti-doping, quindi tutti i tennisti russi in classifica vengono controllati da un organismo internazionale e non dovrebbero quindi avere difficoltà a poter partecipare alla kermesse olimpica in Giappone.

Potranno indossare indumenti con i colori della bandiera russa, ma senza bandiere o simboli nazionali. Il nome “Russia” potrà comparire sulle loro divise in qualunque lingua, ma non potrà essere più prominente della dicitura “neutral athlete” (atleta neutrale) che dovrà essere in inglese. L’inno russo non potrà essere suonato in alcuna circostanza e nessuna bandiera russa potrà essere introdotta all’intimo degli impianti olimpici.

Incerta al momento la condizione delle manifestazioni tennistiche organizzate sul territorio russo, dal momento che la sentenza prevede “la Russia non possa ospitare alcuna manifestazione internazionale”.