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Inizia male la ‘nuova’ Davis dei campioni in carica: Russia batte Croazia 3-0

Tempi duri per i campioni in carica, privi di Marin Cilic e scossi dall’allontanamento dell’ex capitano Krajan. La Croazia viene infatti sconfitta dalla Russia di Rublev e Khachanov, decisivo nella rimonta su un Coric in progressivo disarmo.

Rublev ha rispettato il pronostico nel primo match. Quello che un mese fa poteva essere un signor match fra numeri 2, ovvero Khachanov e Coric, è diventato un ben più modesto Rublev vs Gojo. Se Andrey quanto meno è noto al grande pubblico per occasionali exploit di prestigio, il secondo è poco più che un giovane carneade croato. La partita ha ben poco da raccontare se non un Gojo volenteroso che ce la mette tutta per non farsi asfaltare e in parte ci riesce, anche per il buon cuore di Rublev che non infierisce. Ogni game al servizio di Gojo è una via crucis e già il fatto che il ragazzino del ’98 (numero 280 al mondo) riesca nel primo set a portare a casa tre game di tigna è già un buon risultato. Dal canto suo Rublev, dopo avere regalato il break sul proprio primo turno di servizio, innesta la velocità di crociera e si aggiudica facilmente i suoi game di servizio; la difficoltà maggiore è quella di mantenere la concentrazione. Solo all’inizio del secondo set Rublev si distrae un po’, e il croato riesce ad impensierirlo. Poi Rublev ritrova la concentrazione e porta a casa la partita.

VINCE KAREN – La partita dei numeri 2 si trasforma così in quella dei numeri 1, fra due giocatori che nell’arco del 2019 sono stati un po’ al di sotto delle attese. Khachanov l’anno scorso aveva terminato all’11° posto (adesso siede al 17°) sulla scorta della vittoria di Bercy e Coric è sceso dal numero 12 al 28 negli ultimi dodici mesi. La partita fila via sui binari dell’equilibrio nel primo set, con i due giocatori ben inchiodati sulla linea di fondo a studiarsi principalmente sulla diagonale di rovescio, il colpo per entrambi più solido. Il primo set scorre via fino al tie-break, dove un Khachanov che avrebbe vinto ai punti si trova costretto a cedere la mano al croato. Nel secondo set si registra ancora una leggera prevalenza del russo che alla fine dopo varie palle break sprecate ne converte una, decisiva, per il primo break dell’convegno che vale il secondo set. Il russo vince l’82% dei punti sulla seconda di servizio, dato che esemplifica la sua superiorità. Il terzo set continua sulla falsariga del secondo con Khachanov che replica il break chirurgico e porta alla sua squadra il preziosissimo punto del 2-0. In serata arriva addirittura il punto del 3-0, con gli stessi singolaristi Khachanov e Rublev che battono in due set Mektic e Dodig.

Com’era nella previsioni, il Belgio batte 2-1 la Colombia, perdendo il doppio dopo aver vinto i due singolari. I due incontri che apparivano più chiusi si sono invece rivelati i più combattuti; parliamo ovviamente del doppio, con la coppia belga che ha dato filo da torcere ai numeri 1 del mondo e del match di David Goffin contro Daniel Elahi Galan, n. 194 ATP, autore di un’ottima prestazione. Una partenza travolgente, quella del ventitreenne di Bucaramanga, che sale 4-0, resiste al tentativo di rientro di David e chiude 6-3 un parziale caratterizzato da cinque break. Segni di risveglio dall’undicesimo giocatore del mondo arrivano al settimo gioco e tanto basta a pareggiare il conto dei set con lo stesso risultato. Ancora non domo e sospinto dal tifo dei connazionali, Galan si procura un’occasione di allungare al secondo gioco e un’altra al successivo turno di risposta, ma fallisce il dritto da buona posizione. Passata la paura, arriva il cambio di marcia conclusivo da parte di Goffin che vola a prendersi l’ultimo 6-3 e la vittoria per la sua squadra dopo il punto messo a segno da…

STEVE DARCIS – Il classe 1984 è il primo a vincere un convegno della prima fase finale del nuovo formato in una delle ultime occasioni di vedere all’opera i suoi bei colpi e fa subito capire di essere intenzionato a dare il massimo; d’altronde, con 22 vittorie su 33 incontri di singolare in Coppa Davis, tra cui quelle di due anni fa contro Sascha Zverev e Kohlschreiber, lo “Squalo” non avrebbe paura neanche di Roy Scheider in questa manifestazione. Figuriamoci allora cosa può fare Santiago Giraldo, ex top 30 ora n. 277. Preoccupano forse gli scontri diretti, non solo per l’unica vittoria belga in quattro sfide, ma per i due ritiri di Steve. In questo lunedì madrileno, invece, tutto funziona a dovere e Darcis si prende il primo set senza concedere palle break. Nel frattempo, uno stizzito Gerard Piqué polemizza su Twitter postando una foto della gradinata “giusta” per dimostrare ai detrattori che il pubblico supera decisamente le quindici unità; il cinguettio dell’uomo alla guida del nuovo evento è però soffocato dal video di Federer accolto da un’entusiasta folla argentina mentre esce dall’alloggio. Incurante di queste inezie, Darcis prosegue nel suo show nella seconda partita: si prende un primo break al termine di uno scambio di 40 colpi, lascia ammirare ancora qualche manrovescio doloroso eppure elegante e si prende il meritato 6-2.