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La Russia conquista l’Africa: il lato oscuro del soft power

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A prima vista la Russia non sembra essere un partner commerciale di primo rilievo in Africa, come si potrebbe pensare guardando il grafico qui sopra. Negli interscambi commerciali, infatti, a guidare la classifica è la Ue che vale il 35% del commercio africano, seguita a stretto giro dalla Cina (20%) e dagli Stati Uniti (6%). La Russia rappresenta solo il 2% degli scambi commerciali internazionali dell’Africa. Da notare, però, che l’export russo in Africa nel 2018 è aumentato in modo considerevole: +84%. Una torta molto ricca quella dell’export, che solo ad uno sguardo più approfondito rivela il suo ingrediente segreto: il commercio di armi.

Le relazioni diplomatiche tra Africa e Russia diventano ogni anno più strette: il 24 ottobre 2019 si è tenuto il primo summit congiunto (in questo caso con l’Egitto) e non si contano le iniziative e gli eventi comuni. Ma il soft power è solo un lato della medaglia. La Russia è molto presente nell’industria estrattiva africana (idrocarburi e minerali), veri protagonisti delle esportazioni di molti Paesi del continente. Le aziende attive nell’oil and gas infatti mettono radici: Rosneft sviluppa progetti in Algeria, Egitto e Mozambico e nel 2018 ha firmato un accordo con il Ghana, mentre Lukoil è presente in Camerun, Egitto, Ghana e Nigeria. Nel frattempo, l’azienda pubblica russa Rosatom, attiva nell’energia nucleare, è arrivata anche in Egitto e ha già allungato lo sguardo verso Nigeria, Ghana e Kenya. Estrazione di gas e petrolio, industria mineraria e costruzione di centrali nucleari sono le cartine al tornasole degli interessi russi in Africa. Ma è la presenza militare a rivelare quanto sia strategico il continente a livello geopolitico.

Nel Risiko russo, la presenza militare in Africa si esprime attraverso la costruzione di basi logistiche, la presenza di mercenari e gli accordi di collaborazione, ma soprattutto attraverso la fornitura di strumenti per la difesa: un vero affare per i trafficanti di armi. Negli ultimi 10 anni l’Algeria e l’Egitto hanno acquistato armi russe per una cifra considerevole. Ma non sono i soli: il grafico qui sotto mostra la percentuale dell’importazione di armi russe da parte di alcuni Paesi africani: come si vede, i migliori clienti di Mosca sono l’Algeria e l’Uganda che importano quasi tutte le armi che comprano proprio dalla Russia.

La Russia è uno dei più importanti produttori di armi del mondo che sembrano essere particolarmente apprezzate nel continente africano perché sono resistenti, sofisticate ma allo stesso tempo poco costose. Il ritorno economico derivato dalla vendita di armi rappresenta solo una parte dell’interesse russo per l’Africa: l’influenza geopolitica è il vero motore del suo Risiko.