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Italia, Russia e Friuli Venezia Giulia: “Asse naturale, economico e commerciale”

20.09.2019 – 16.20 – “Italia-Russia: l’arte dell’innovazione“. Questo il titolo del secondo seminario italo-russo di Trieste (il primo nel 2018 a Portopiccolo) svoltosi questa mattina, venerdì 20 settembre, dalle ore 9.00, nella Sala Maggiore della Camera di Commercio di Trieste. Un convegno – organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress ed il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Centro Culturale Veritas, Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia, Generali e Rizzani de Eccher S.p.A – finalizzato all’analisi e all’approfondimento delle molteplici potenzialità commerciali, che vedono coinvolte in un’ottica di collaborazione la Russia e la regione Friuli Venezia Giulia, nell’ambito dell’impiantistica, della mettallurgia, della cantieristica e delle infrastrutture. “Un business che fa della complementarietà dei beni e servizi un valore aggiunto su cui riavviare le relazioni commerciali”, come ha spiegato il presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, intervenuto durante l’apertura dell’convegno. “La Russia è da sempre un mercato strategico per il Friuli Venezia Giulia, ma anche testa di ponte verso la grande Eurasia e la Cina, grazie agli accordi fra Mosca e Pechino sulla Nuova Via della Seta, che possono aprire ulteriori enormi possibilità per il tessuto industriale e imprenditoriale della regione”.

Moderatore degli interventi, padre Luciano Larivera, direttore del Centro Culturale Veritas dei Gesuiti a Trieste, che ha introdotto con il tema del “Ruolo strategico dell’Italia e della Russia nelle relazioni politiche ed economiche tra l’Europa e l’Eurasia”. Hanno preso parte e sono intervenuti, oltre ad Antonio Fallico, anche le istituzioni con il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e l’Ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov. Un’iniziativa, questa, definita dallo stesso Presidente della Regione come “importante per il nostro territorio non solo dal punto di vista economico ma anche storico” e “fondamentale per rafforzare i rapporti che legano sempre di più l’Italia ed il Friuli Venezia Giulia alla Russia”. “Il Friuli Venezia Giulia è una di quelle regioni in cui l’export è un motore importante per l’economia”, ha spiegato Fedriga, sottolineando come, nel momento in cui la regione stava andando a delinearsi quale territorio con grande rilevanza proprio nelle esportazioni, “è stato deciso di iniziare le sanzioni alla Russia” dalle quali è derivato un danno economico importante, con ragionamenti fatti “sulla pelle delle imprese, dei cittadini e dei territori”. Il governatore del Friuli Venezia Giulia ha poi auspicato che “la nuova Commissione Europea possa portare a una revisione delle condizioni rispetto alle indicazioni che erano state difese dal precedente esecutivo dell’Unione Europea stessa. In questo momento credo che il rafforzamento dei rapporti con la Federazione Russa rappresenti una grande opportunità per il Friuli Venezia Giulia”, ha continuato il Presidente, indicando la regione quale entroterra naturalmente rivolto verso il centro ed est Europa: “Il porto di Trieste è il primo porto d’Italia ma non è un porto in competizione con gli altri scali italiani, in quanto ha il 90% di interessi fuori dal nostro paese. Quindi non possiamo che andare a rafforzare questa Mission naturale che tutto il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia ha. La nostra regione non ha soltanto il porto; stiamo mettendo insieme tutti gli interporti partendo da quelli di Trieste, Cervignano, Gorizia, e mi auguro anche di Pordenone a breve, e non solo”. Un progetto che, come spiegato dallo stesso Fedriga, prevede una sua espansione anche in Ungheria, con l’auspicio che “la delegazione russa possa esserne protagonista” in quanto “asse naturale, economico e commerciale utile ad entrambi i paesi e ad entrambi i territori.”