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«Questi sono i due mesi in cui solitamente ricaricavo le batterie» - Ticinonline

Il 59enne: «Qui sono tutto sommato tranquillo, ho tanto spazio e mi sento protetto».

SAN PIETROBURGO - Nelle ultime settimane l'allarme coronavirus ha invaso letteralmente anche la Russia con numeri impressionanti (quasi 250'000 i casi accertati). Inevitabilmente la condizione, come successo in ogni angolo del mondo colpito dal Covid-19, ha costretto il paese a chiudere (praticamente) tutto, eccetto supermercati e ristoranti (che possono operare soltanto con il cibo d'asporto). Chi sta vivendo in prima persona la condizione russa è Ivano Zanatta, membro dello staff tecnico della Dinamo San Pietroburgo (Serie B locale), società con la quale il 59enne ha appena rinnovato il contratto. 

«Qui a San Pietroburgo sono tutto sommato tranquillo, ho tanto spazio e mi sento protetto. Ho un appartamento nuovo di zecca all'intimo della struttura della pista. Posso usufruire di spa, sauna e palestra. Nella sorte avversa del periodo posso dunque ritenermi fortunato...». 

Lasciare la Russia? Permesso, ma il azzardo è alto... «Esattamente, e vi spiego perché. Ho rinnovato il contratto con la Dinamo proprio poco tempo fa. La società al momento della firma è stata chiara: mi ha dato sì la possibilità di lasciare la Russia, obbligandomi però a tornare entro il 1. luglio. Se così non fosse l'accordo andrebbe a cadere».

L'ex d.s. dell'Ambrì non ha esitato... «Ho deciso di restare qui, non voglio correre nessun azzardo. La condizione è davvero pesante, solitamente questi erano i due mesi in cui ricaricavo le batterie con amici e famiglia. Mi piange il cuore non poter rientrare. Ma cosa posso fare?».

Tutto fermo e una stagione 2020-21 ricca d'incognite... «Difficilissimo fare previsioni. Tanti si chiedono: "che hockey sarà quello dell'anno prossimo?". Purtroppo neppure uno sa rispondere. Il nostro club aveva già previsto un ritiro estivo in Bielorussia, che - a causa del coronavirus - salterà. Dovremo dunque studiare qualche cosa di nuovo».