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«In Russia ancora pochi casi, ma sono preoccupato» - Ticinonline

In Russia - per il momento - il virus Covid-19 non fa così paura

SAN PIETROBURGO - È ormai divenuta un'emergenza mondiale, un'emergenza che purtroppo ci terrà compagnia ancora per un po' di tempo. Settimane? Mesi? Questo neppure uno lo sa. Se nel nostro Cantone, oltre Gottardo e nella vicina Italia la condizione è seria, in Russia il Covid-19 (attorno a 60 i casi confermati) non preoccupa ancora troppo la popolazione. Ce l'ha confermato Ivano Zanatta, membro dello staff tecnico della Dinamo San Pietroburgo (Serie B russa)... «In gran parte del paese si continua a giocare con il pubblico. Lo scenario potrebbe comunque cambiare in poco tempo».

Anche in Russia, comunque, si sente l'impeto del coronavirus. A tal proposito negli scorsi giorni è stato cancellato il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo e fissato a 1000 il tetto massimo di partecipanti agli eventi pubblici. «Qui la stampa ne parla poco. Troppo poco secondo me. È vero, ci sono stati pochi casi, la maggior parte dei quali riguardanti persone rientrate dall'Italia. Ma bisogna prepararsi. Qui a San Pietroburgo c'è stato un solo caso confermato. A Mosca, invece, la condizione è già più preoccupante...». 

L'ex d.s. dell'Ambrì si trova in un limbo e lo stato attuale delle cose non lo lascia per nulla tranquillo... «Non so nemmeno quando potrò tornare a casa dai miei figli. Attualmente è tutto impedito. L'idea di dover aspettare non mi fa stare tranquillo. I dirigenti del club mi hanno già proposto un rinnovo contrattuale, ma voglio attendere. Non me la sento di fare questo passo. I miei tre figli? Loro adesso si trovano a Cortina e giocano lì. Sono un po' amareggiati, erano secondi in classifica e stavano disputando un ottimo campionato». 

Anche tra i giocatori della Dinamo San Pietroburgo, che dopo aver passato il turno degli ottavi ora sono impegnati nei quarti dei playoff, regna incertezza... «Alcuni mi continuano a chiedere informazioni sull'Italia. Due giocatori avevano già prenotato le vacanze, uno addirittura nel mese di aprile a Como. I russi amano l'Italia, ma allo stato attuale delle cose non è il momento di pensare ai viaggi».