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Russia: condannata la "spia americana" a 16 anni di prigione

È arrivata la sentenza per Paul Whelan, ex ufficiale statunitense imputato di spionaggio

MOSCA - Il tribunale di Mosca ha emesso la propria sentenza: Paul Whelan, ex ufficiale di marina americano imputato di spionaggio, è stato condannato a 16 anni di prigione.

Lo ha comunicato Interfax. Secondo l'accusa, proveniente dal Governo russo, Whelan è stato colto «in flagrante» con dei segreti di Stato.

I fatti risalgono a due anni fa: gli agenti dei Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa (FSB) hanno fatto irruzione nella stanza di Paul Whelan in un hotel del centro di Mosca, scoprendo una chiavetta USB che, secondo l'FSB, conteneva informazioni riservate.

Whelan si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che sia stato un suo vecchio "amico" russo a passare a visitarlo e piazzare la chiavetta nella sua camera d'hotel.

La sentenza odierna non ha soddisfatto la richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto 18 anni di carcere. D'altra parte, l'avvocato di Whelan, Vladimir Sherebenkov, ha ripetutamente criticato la mancanza di prove nel procedimento e ha dichiarato di voler far appello contro questa soluzione.

Nella sua dichiarazione conclusiva in tribunale, Whelan ha sottolineato per l'ultima volta la sua innocenza. Determinati testimoni avrebbero anche confermato che Whelan non avrebbe né reclutato informatori né raccolto informazioni segrete, ha detto Scherebenkow.

Già a marzo gli Stati Uniti e la Russia hanno discusso molto a riguardo: le condizioni in cui veniva tenuto il prigioniero erano state definite «intollerabili» dall'ambasciatore statunitense John Sullivan, a causa della mancanza di cure mediche adeguate e l'impossibilità di avere contatti con famiglia e amici. 

Il caso rischia ora di mettere ulteriormente a dura prova le già tese relazioni tra Mosca e Washington.