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Russia e Norvegia, patto sulle scorie

Dopo 25 anni, durante i quali era l’aiuto economico della Norvegia ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti nucleari e radioattivi sulla penisola di Kola nella Russia nord-occidentale, la condizione potrebbe capovolgersi.

È attiva la collaborazione tra paesi per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi. Questa volta è la Russia a offrire aiuto alla Norvegia per lo smaltimento delle sue scorie nucleari radioattive.

Dopo 25 anni, durante i quali era l’aiuto economico della Norvegia ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti nucleari e radioattivi sulla penisola di Kola nella Russia nord-occidentale, la condizione potrebbe capovolgersi.

Viene definito “rifiuto radioattivo” il prodotto che deriva dall’utilizzo dell’energia nucleare contenente isotopi radioattivi il cui utilizzo non è previsto. Tali rifiuti vengono sistemati in cosiddetti “depositi”, ovvero siti appositamente destinati all’immagazzinamento di questi materiali.

Nelle scorse settimane il quotidiano norvegese Aftenposten ha riportato una notizia in base alla quale il deposito di rifiuti di Himladen – situato ad un’ora circa da Oslo – sembrerebbe trovarsi in una condizione scomoda e pericolosa. Pare, infatti, che il deposito stia violando molte delle norme stipulate in base alla sua licenza operativa. Attivo dal 1998, il deposito, secondo le stime, avrebbe dovuto garantire un’attività di smaltimento sicura per centinaia di anni. Himladen accoglie i rifiuti radioattivi provenienti da due reattori norvegesi, macchine a raggi “x” e altre sorgenti utilizzate nel settore sanitario e industriale.

Non appena la notizia si è diffusa la Russia ha teso la sua mano. Secondo quanto dichiarato da Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Affari Esteri russo, Mosca sarebbe pronta ad assistere Oslo e ad aiutarla a correggere la gestione inappropriata dei rifiuti nucleari radioattivi. «Abbiamo visionato e analizzato i report e abbiamo individuato le due principali violazioni commesse da Himladen - spiega la Zakharova – Siamo assolutamente pronti a intervenire. Considerata la nostra grande esperienza di cooperazione nel campo della sicurezza nucleare, la Russia è pronta a fornire assistenza ai colleghi norvegesi per risolvere la questione».

A partire dal 1995, il Ministero degli Affari Esteri norvegese ha garantito un fondo di circa 190 milioni di euro destinati ad una vasta cerchia di progetti di sicurezza nucleare in Russia, in particolare nella penisola di Kola. Inoltre Oslo sta ancora collaborando con Mosca alla gestione del sito di Andreeva Bay, situato a circa 60 chilometri dal confine norvegese, dove vengono raccolti scorie e rifiuti nucleari.

La Norvegia, tuttavia, non ha ancora fornito una riposta ufficiale all’offerta russa. Non si sa ancora, quindi, se l’aiuto verrà accettato a meno. Da parte sua, Andrey Zolotkov, direttore del Centre for Support of Environmental Projects of Bellona, organizzazione no-profit, accoglie l’idea con entusiasmo: «Si tratta di una proposta molto interessante». Lo stesso Zolotkov, tuttavia, appunta che la proposta dovrebbe provenire direttamente da Rosatom, l’azienda di Stato russa che gestisce l’energia nucleare, e non dal Ministero degli Affari Esteri.

«Secondo la mia opinione la RosRao (l’azienda di Stato russa che si occupa della gestione dello smaltimento dei rifiuti nucleari, ndr), o quantomeno la sua filiale nord-occidentale, potrebbe aprire un’ulteriore filiale in Norvegia e utilizzare la tecnologia già sviluppata in Russia per assistere la Norvegia allo scopo di risolvere velocemente la condizione che si è venuta a creare a Himladen - spiega Andrey Zolotkov - Dopo tutto Norvegia e Russia hanno sempre collaborato per quanto concerne la sicurezza nucleare, anche nella regione di Murmansk. Adesso Oslo ha bisogno di aiuto e non può essere una cattiva idea lavorare ancora insieme».