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Russia, rilasciati i 5 attivisti italiani fermati dalla polizia

I nostri connazionali sono stati trattati bene. Erano in Russia per monitorare la condizione dei diritti umani

Sono stati rilasciati i cinque attivisti italiani fermati per nove ore in Russia. Tra di loro, anche Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, e altri 4 italiani di Antigone e a Buon Diritto. La notizia era stata diffusa da Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana su Facebook. Erano "in Russia - prosegue Fratoianni - per monitorare le condizioni di detenzione nelle carceri".

"Stiamo bene" - "Qualsiasi cosa leggiate in questi minuti sappiate che stiamo bene. Vi daremo presto nostre notizie,sperando che il fermo deciso dalla polizia russa si risolva in fretta...". Così su Facebook aveva scritto Michele Miravalle, uno degli attivisti fermati. Sempre Miravalle ha poi confermato la sua liberazione: "Siamo liberi!!!grazie a tutt* per il sostegno,grazie a all'Associazione Antigone, A Buon Diritto e Arcigay, grazie alle autorità consolari,grazie agli amici russi che ci hanno supportato...sono state 9 ore non facili,ma tutto pare risolto per il meglio. Abbiamo toccato con mano quanto sia difficile parlare di diritti in questo Paese. Rientreremo in Italia giovedì!grazie soprattutto ai compagni di fermo Valentina Calderone Alessio Scandurra Grazia Parisi Flavio Romani...sara' un'esperienza che non dimenticheremo!".

I cinque erano in visita in Russia con una delegazione di Cild (Coalizione Italiana Libertà e Diritti) per una azione di monitoraggio sulla condizione dei diritti umani.

Chi sono - Oltre a Romani, c'erano "tre attivisti di Antigone e la direttrice di A Buon Diritto (Valentina Calderone). I cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod presso la sede dell'ONG russa 'Committee Against Torture'. L'convegno era stato organizzato dall'associazione russa Man and Law, partner di Antigone in un progetto di scambio con la società civile russa". Lo fanno sapere in una nota il presidente di Antigone Patrizio Gonnella e il presidente di A Buon Diritto Luigi Manconi. "Fin dal primo momento - spiegano - sono stati allertati l'ambasciata italiana in Russia e il Ministero degli Esteri. Ai cinque sono state contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia. Tutti sono stati trattati in modo rispettoso", concludono Gonnella e Manconi.

"Lasciamo la caserma" - "Abbiamo i passaporti in mano, stiamo raccogliendo le nostre cose e possiamo andare via: tutto concluso", ha spiegato Valentina Calderone, una degli attivisti fermati. "Sono stati tutti molto gentili - racconta - neppure uno ci ha torto un capello: ci hanno spiegato che il visto che avevamo, un visto turistico, non era quello corretto rispetto all'attività. Ci è stata comminata una multa di 2mila rubli a testa (circa 20 euro)".

Alfano: soddisfazione per rilascio italiani - "Con soddisfazione e gioia confermo che i cinque attivisti italiani posti in stato di fermo amministrativo in Russia sono stati rilasciati e faranno a breve rientro in Italia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano. "Questo bel risultato - ha aggiunto - è stato possibile anche grazie al pronto intervento della Farnesina e del Consolato Generale d'Italia a Mosca, che fin dal primo momento hanno seguito il caso, in stretto contatto con le autorità russe".