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Russia, Putin: "Lʼesplosione a San Pietroburgo è un atto di terrorismo"

Il presidente russo: "Se necessario si dovrà agire con soluzione, non catturare neppure uno e uccidere i terroristi sul posto"

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito "un atto terroristico" l'esplosione che mercoledì sera ha provocato il ferimento di 13 persone nel centro commerciale Gigant Hall di San Pietroburgo. La città, che ha dato i natali a Putin, è già stata teatro di un attentato il 3 aprile scorso, quando un attacco in metropolitana costò la vita a 16 persone.

"Se necessario uccidere i terroristi sul posto" - "Ho dato ordine al direttore dei Servizi federali di sicurezza di agire a norma di legge, solo a norma di legge, quando impegnati nelle operazioni di arresto dei terroristi", ha proseguito il numero uno del Cremlino. "Nel caso però in cui dovesse esserci un azzardo per i nostri agenti - ha sottolineato - si dovrà agire con soluzione, non catturare neppure uno e uccidere i terroristi sul posto".

La Russia, che ha un contingente militare in Siria dal settembre 2015, "ha fornito un cruciale contributo nella sconfitta delle forze criminali che hanno lanciato una sfida a tutta la civiltà, nella distruzione dell'esercito terrorista di una dittatura barbara", ha affermato ancora Putin.

Dopo l'annuncio a metà dicembre di un ritiro parziale delle truppe, i servizi di sicurezza russi hanno spiegato di temere l'arrivo dei jihadisti di ritorno dalla Siria, ora che l'Isis ha perso la quasi totalità del suo territorio. Le forze speciali avevano inoltre annunciato di aver smantellato una cellula dello Stato islamico che si apprestava a compiere attentati il 16 dicembre a San Pietroburgo.