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Russia, il presidente Vladimir Putin vara la legge contro i media "stranieri"

Il Cremlino reagisce così alle restrizioni subite dai media russi negli Stati Uniti. Saranno colpite le testate che ricevono finanziamenti esteri. A azzardo anche quelle europee

Il presidente russo Vladimir Putin ha approvato il decreto legge che permetterà al ministero della Giustizia di bollare come "agenti stranieri" quelle testate che ricevono finanziamenti dall'estero. La legge è in vigore da subito. Il Cremlino l'ha definita una risposta tempestiva alle restrizioni subite dai media russi negli Stati Uniti - RT e Sputnik - ma a farne le spese potrebbero essere anche i media europei. Lo riporta l'agenzia Interfax.

I media colpiti dalla legge subiranno limitazioni analoghe a quelle già previste per le Ong. I primi indiziati sono Voice of America e Radio Liberty (compreso il programma tv Current tv). E cioè i grandi network Usa che hanno servizi in russo e sono finanziati dal governo americano. Però le ampie maglie della legge - sono interessate "persone giuridiche e non" che ricevono fondi da "governi, organizzazioni internazionali o individui" stranieri - permettono un'ampia discrezionalità all'esecutivo e non è chiaro al momento quali testate verranno coinvolte.

Gli stessi deputati che hanno lavorato alla legge hanno di volta in volta menzionato il servizio russo della Bbc, la Cnn e Deutsche Welle. Il vice presidente della Duma, Piotr Tolstoi, ha assicurato che corrispondenti e uffici di corrispondenza non saranno toccati dalla legge. "Il lavoro degli uffici di corrispondenza - ha spiegato Tolstoi - è basato sull'accredito fornito dal ministero degli Esteri, per cui la legge non riguarderà i corrispondenti, neppure i membri dello staff della Bbc o della Cnn: riguarderà solo le persone giuridiche straniere".

Ma il clima per i media si fa senz'altro più teso. Amnesty International ha definito la misura "un nuovo passo verso la repressione della libertà di parola in Russia", dove il Cremlino svolge una politica mirata "a soffocare" media critici all'intimo della Russia. "Adesso è arrivata l'ora di soffocare le voci dall'estero". La rappresaglia, d'altra parte, non è mirata solo alle testate americane.

La stessa portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha infatti sottolineato che la nuova legge può avere un risvolto "preventivo" anche nei confronti dei media europei. "Tutti - ha detto - potranno capire che e' stato istituito un meccanismo di risposta nel caso in cui i media russi siano perseguitati in altri Paesi", citando l'modello della Francia, dove i media russi non vengono accreditati ad eventi ufficiali".