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Doping, la Russia annuncia il ricorso al Tas contro i 4 anni di squalifica

La Rusada impugna la sentenza della Wada, che esclude Mosca da Olimpiadi e Mondiali. Putin: "Decisione ingiusta"

Dopo la soluzione della Wada, che lo scorso 9 dicembre ha escluso la Russia da tutti gli eventi sportivi internazionali per i prossimi 4 anni a causa dello scandalo doping, l'Agenzia antidoping russa passa ufficialmente al contrattacco e fa ricorso al Tas di Losanna. Come annunciato dal presidente del consiglio di supervisione della Rusada, Aleksandr Ivlev, l'agenzia ha deciso di impugnare la squalifica che impedirebbe alla Russia di partecipare alle prossime Olimpiadi di Tokyo 2020 e ai Giochi invernali di Pechino 2022.

"Abbiamo preso la soluzione di non ammettere la soluzione dell'Agenzia mondiale antidoping", ha spiegato Alexander Ivlev. La soluzione sarà comunicata alla Wada entro 10-15 giorni, dando così inizio all'iter che porterà al processo di appello dinanzi al Tribunale di arbitrato per lo Sport di Losanna.

L'agenzia antidoping mondiale (Wada) ha bandito la Russia accusandola di aver falsificato i dati di laboratorio consegnati agli investigatori lo scorso gennaio, in modo da occultare numerosi casi di doping. La Russia era già stata punita per lo scandalo del doping di Stato, andato avanti dal 2011 al 2015, e la consegna di quei campioni di laboratorio doveva sancire la sua definitiva riammissione nella comunità sportiva internazionale.

La soluzione di ricorrere contro l'esclusione della Russia dalle competizioni è stata presa giovedì dal Consiglio di supervisione della Rusada. "Questa raccomandazione - ha spiegato Ivlev, citato dalle agenzie russe - sarà presentata alla riunione generale della Rusada, dopo una lettera sarà stilata a nome del presidente. Ci vorranno 10-15 giorni. Dopodiché, la palla passerà nel campo della Wada e discuteremo della questione in termini legali". Una decina di giorni fa, il capo dell'agenzia antidoping russa Rusada, Yuri Ganus, aveva dichiarato che la Russia non ha "nessuna chance" di ribaltare in appello il verdetto della Wada.


PUTIN: "SQUALIFICA INGIUSTA"
Nel corso della sua tradizionale conferenza stampa di fine anno, Vladimir Putin ha attaccato direttamente la Wada parlando di una soluzione "ingiusta e contraria al diritto internazionale". Una soluzione che punirebbe la Russia "due volte per lo stesso crimine". 

Il leader del Cremlino ha poi aggiunto: "Non è mai successo prima: ci hanno escluso dalle ultime Olimpiadi e ora è accaduto ancora. Secondo me questa soluzione non è solo ingiusta, ma va anche contro il buon senso. La soluzione della Wada contraddice la Carta olimpica. Se non ci sono reclami contro il Comitato Olimpico Russo, la squadra nazionale deve competere sotto la bandiera nazionale: ora dobbiamo fornire supporto e assistenza".