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Caso doping, la Russia passa al contrattacco: gli atleti gareggeranno sotto bandiera russa

La Russia respinge le accuse della WADA: il Comitato Olimpico Russo farà concorrere i propri atleti sotto bandiera russa e non sotto vessillo neutro

La vicenda legata al ‘doping di Stato‘, praticato dalla Russia dal 2011 sui propri atleti, si arricchisce di un’altra inammissibile vicenda. La WADA ha recentemente sanzionato la Russia con il divieto di partecipazione ad eventi internazionali per 4 anni, compresi i Giochi Olimpici 2020 e 2022 e la Coppa del mondo di calcio 2022. Convinta della trasparenza delle proprie azioni, la Russia non solo ha deciso di ricorrere contro la squalifica appellandosi al Tas di Losanna, ma ha espresso anche l’intenzione di far concorrere i propri atleti sotto bandiera nazionale e non sotto vessillo neutro, come imposto dalla WADA agli atleti russi risultati non coinvolti nelle vicende.

“Il Comitato Olimpico Russo (COR) è d’ufficio membro a pieno titolo del movimento olimpico, motivo per cui abbiamo tutti i motivi per credere che formeremo la squadra per Tokyo e faremo di tutto per garantire che la squadra partecipi con il tricolore russo“, ha dichiarato Stanislav Pozdniakov, capo del Cor, confermando che il comitato olimpico russo, in qualità di membro fondatore dell’agenzia antidoping Rusada, ha approvato la soluzione del 19 dicembre del suo consiglio di sorveglianza di non ammettere le sanzioni imposte dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada).