The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

Stagione degli incendi in Russia: 2 milioni di ettari in fiamme

Sono oltre 2 milioni gli ettari di territorio in fiamme a causa di una combinazione pericolosa tra un inverno troppo caldo, una primavera insolitamente secca e i fuochi appiccati dagli abitanti

Oltre 2 milioni di ettari in fiamme in Siberia e nell’Estremo Oriente russo

(Rinnovabili.it) – La stagione degli incendi in Siberia e nell’Estremo Oriente russo è appena iniziata, ma i dati parlano già di una devastazione senza precedenti. Il Ministro delle Emergenze Evgeny Zinichev ha dichiarato che, rispetto allo stesso periodo del 2019, nel sud-est della Russia i roghi hanno devastato un territorio 10 volte più ampio. Anche nella Transbaikal, ad est del lago Baikal, le stime parlano di un’area tre volte più estesa per un totale di 200.000 ettari bruciati; si tratta di un’area equivalente all’intera sola di Maui, nelle Hawaii. 

Il Governo afferma che le cause degli incendi sono composite, dai falò agricoli fuori controllo, ai fuochi incustoditi fino agli incendi dolosi. Anche i cambiamenti climatici stanno facendo la loro parte. Nell’intera zona, infatti, le temperature sono insolitamente alte e sono presenti forti venti. Una combinazione pericolosa. Analizzando la condizione anemometriche la NASA ha riferito alle autorità che, dal 23 aprile, i venti hanno causato la propagazione incontrollata di molti incendi appiccati dai locali per seccare l’erba.

Già nel 2017 e nel 2019 in Siberia la stagione degli incendi era stata molto intensa, ma non si era mai arrivati al punto in cui si trova la Russia oggi, con 2 milioni di ettari in fiamme in tutto il continente. Ed è solo maggio. Gli esperti sottolineano che numeri di questa portata non si erano mai registrati così presto nell’arco dell’anno. Basti pensare che il 28 aprile dell’anno scorso nella regione del TransBaikal erano bruciati 382.000 ettari di prati e foreste, mentre quest’anno ne sono già stati devastati 477.000. Le stime non avevano previsto un tale disastro e gli scienziati nella combinazione di “un inverno insolitamente caldo, una primavera arida e il fattore umano” la discrepanza tra le previsioni e la realtà dei fatti. 

Questo è solo l’inizio della stagione degli incendi nell’emisfero settentrionale: “possiamo stare a parlare a lungo delle previsioni – spiegano i ricercatori –, ma la condizione reale dipenderà alla lettera da noi e da voi, da come ci comporteremo”.