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Scambio di 200 prigionieri tra ucraini e separatisti filo-russi

Un passo verso il disgelo. Le autorità ucraine e i separatisti filo-russi nel Donbass hanno scambiato duecento prigionieri, evento che segna una de-escalation nell'unico conflitto attivo in Europa. "Il rilascio reciproco di detenuti è finito", ha annunciato la presidenza ucraina su Facebook, spiegando di avere ricevuto 76 prigionieri. Le autorità separatiste delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, invece, hanno annunciato di avere ricevuto in totale 124 persone, 61 riconsegnate a Donetsk e 63 a Lugansk.

"Al checkpoint di Mayorske è iniziato il processo di rilascio delle persone detenute", aveva reso noto in mattinata l'account Twitter ufficiale del presidente ucraino Volodimir Zelenskij. Lo scambio è avvenuto al posto di controllo di Mayorske, vicino a Gorlovka.


Gli autobus con i prigionieri consegnati dall'autoproclamata repubblica popolare di Lugansk sono stati i primi ad giungere sul luogo dello scambio, dove c'erano rappresentanti della Croce Rossa e dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

Gli accordi che hanno portato allo scambio sono stati avviati all'inizio di dicembre a Parigi durante un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e l'omologo ucraino Zelenskij. A settembre Kiev e Mosca avevano effettuato uno scambio di 70 detenuti. Nello scambio tornarono a casa anche i 24 marinai ucraini catturati dalla Russia nello stretto di Kerch al largo della Crimea nel novembre 2018. 

La risoluzione del conflitto nell'est dell'Ucraina è una delle priorità del governo del presidente ucraino Volodimir Zelenskij. Lo scambio avviene dopo un negoziato che ha coinvolto il gruppo Normandia (Francia, Germania, Ucraina e Russia) e il gruppo di contatto trilaterale (Russia, Ucraina e Osce). Il Comitato internazionale della Croce Rossa e altri organismi internazionali avranno pieno accesso ai prigionieri liberati dalle due parti. Iniziato nell'aprile 2014, il conflitto nel Donbass, est dell'Ucraina, ha provocato oltre 13mila morti.