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Russia, l'oppositore Navalnyj fermato nel suo garage prima di un comizio

MOSCA - Aleksej Navalnyj nuovamente sotto stato di fermo. Il blogger anticorruzione candidatosi alle presidenziali russe del prossimo marzo è stato fermato da agenti di polizia nel garage sotterraneo della sua abitazione mentre stava per salire in auto. “Mi hanno fermato all’ingresso di casa mia. Mi portano da qualche parte per avere ‘delle spiegazioni’”, ha scritto l’avvocato su Twitter. “Il Cremlino considera i miei incontri con gli elettori una minaccia e persino un insulto”. E ancora: “Hanno detto per molto tempo che l’opposizione non aveva sostegno nelle province e ora gli fa male vedere la folla ai nostri comizi”. Mentre su Facebook ha pubblicato un breve filmato dell’arrivo dei poliziotti.

Il portavoce della polizia di Mosca in un comunicato ha chiarito che Navanlyj è stato fermato “per aver lanciato appelli ripetuti a partecipare a manifestazioni pubbliche non autorizzate” e che si trova in un commissariato moscovita per accertamenti. “Non l’ho mai fatto”, si è difeso l’oppositore su Twitter. Navalnyj, ha spiegato la sua portavoce Kira Yarmish, doveva prendere un treno da Mosca per Nizhnij Novgorod per tenere un comizio nell’ambito di una maratona patriottica chiamata “Mia Nizhnij” approvata dalle autorità locali. Alla vigilia la polizia ha però sequestrato le apparecchiature del team di Navalnyj e fermato due persone, compreso Leonid Volkov, il capo della sua campagna elettorale.
 

Navalnyj quest’anno ha già scontato due detenzioni amministrative per aver organizzato a fine marzo e a metà giugno due manifestazioni non organizzate che hanno richiamato migliaia di persone in diverse città russe. All’inizio di settembre l’ong Human Rights Watch aveva denunciato che la polizia russa interferisce “sistematicamente” e “in maniera ingiustificata” con la sua campagna.

Alle presidenziali mancano oramai solo sei mesi. Vladimir Putin non ha ancora annunciato la sua candidatura, ma è quasi scontato che correrà per ottenere un quarto mandato. Da settimane Navalnyj è invece impegnato in comizi preelettorali in varie città del Paese. Pochi giorni fa ha anche iniziato a raccogliere le 300mila firme necessarie per sostenere la sua candidatura ufficiale alle presidenziali. Per la Commissione elettorale russa è però ineleggibile. Il codice penale russo gli vieterebbe di candidarsi perché ha due condanne al carcere, seppur con sospensione, alle spalle. Navalnyj ribatte invocando la Costituzione che considera ineleggibile solo chi ha scontato una pena in prigione. Pochi mesi fa anche il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa è intervenuto invitando Mosca ad ammettere il blogger alla corsa presidenziale.