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Ue-Russia. Borrell a Mosca: "Rilasciare Navalny". Oppositore di Putin di nuovo in aula

Al centro della visita diplomatica dell'Alto Rappresentante Ue in Russia la delicata questione Navalny. Borrell: "Chiesti rilascio e indagine imparziale riguardo al suo avvelenamento". L'oppositore di Putin di nuovo in aula. Accusato di diffamazione, si dichiara "non colpevole"

L'Alto Rappresentante Ue Josep Borrell è a Mosca per una delicata visita di tre giorni: un vertice diplomatico che cade in un momento in cui la detenzione dell'avversario numero uno di Putin, Alexei Navalny, e la repressione delle proteste a sostegno dell'oppositore stanno rendendo sempre più tesi i rapporti tra Russia e Unione europea.   

"Le relazioni fra Russia e Unione Europea sono arrivate "a un punto critico" anche a causa del caso Navalny, ha detto Borrell in apertura del suo convegno con l'omologo russo Serghei Lavrov. "Ma siamo connessi. E nonostante le nostre differenze costruire un muro di silenzio non è un'opzione", ha aggiunto il rappresentante Ue, che prima ancora di partire aveva voluto ribadire la posizione di Bruxelles sulla vicenda: la condanna a due anni e otto mesi di reclusione inflitta martedì a Navalny è "politicamente motivata".

La condizione che si è sviluppata fra la Russia e l'Unione Europea è "malsana", ha replicato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov: "Siamo entrambi stakeholder della regione Euroasiatica. Oggi abbiamo l'opportunità di avere una conversazione franca fra di noi, per affrontare questo punto". "Voglio esprimere il mio rammarico per il fatto che durante la pandemia, quando ci saremmo dovuti unire gli uni agli altri, alcune forze nell'Unione europea abbiano imputato la Russia di fare disinformazione", ha detto ancora Lavrov, mentre "la Russia  ha dimostrato nei fatti la volontà di aiutare i nostri partner europei nella lotta contro questo pericoloso virus".

"È vero che le relazioni" tra l'Unione europea e la Russia "sono a un punto difficile a cause delle sanzioni unilaterali e illegittime che l'Unione europea ha imposto a causa di false valutazioni", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo nella conferenza stampa congiunta con l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, ma "la Russia si è abituata alle restrizioni e costruisce la propria vita sulla premessa che l'Ue non sia un partner affidabile in questa fase particolare".

"Speriamo che nel prossimo del corso summit europeo di marzo la Ue opti per un approccio professionale e costruttivo", ha aggiunto.​

Caso Navalny, non ci saranno per ora nuove sanzioni Ue
Borrell ha riferito di aver avuto con il ministro degli Esteri russo "un dialogo aperto, franco e intenso" e "non è ancora finita". "La mia visita", ha detto, arriva al momento della condanna del dissente russo, Alexei Navalny, e l'arresto di centinaia di manifestanti e "ho espresso al ministro Lavrov la nostra preoccupazione, ribadito la richiesta di rilascio e l'attivazione di un'indagine imparziale riguardo al suo avvelenamento". "Mentre rispettiamo in pieno la sovranità russa" "la Ue considera che questioni che riguardano lo stato di diritto, i diritti umani, la società civile e la libertà politica siano centrali per il futuro" di entrambi i Paesi, ha aggiunto Borrell, dichiarando che "per ora non c'è alcuna proposta di sanzioni da parte di neppure uno degli Stati europei" per quanto riguarda il caso di Alexei Navalny, ma la discussione continuerà al consiglio dei ministri degli Esteri così come nel summit di marzo dove ci sarà una discussione generale delle relazioni tra l'Unione Europea e la Russia.

Non ci sarà molto probabilmente un convegno tra Borrell e Navalny. "L'Ue continua a chiedere il rilascio immediato di Alexei Navalny. Come può l'Alto rappresentante Josep Borell incappare Navalny mentre si trova dietro le sbarre, in una condizione inaccettabile? Incontrarlo in prigione darebbe l'impressione sbagliata che accettiamo questa condizione, o che concordiamo. Cosa che non è. La visita non è finita, l'Ue è in contatto col team di Navalny, e torneremo sulla questione al Consiglio esteri Ue". Così un portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, a una domanda. 

Borrell, la Russia riveda soluzione su epulsione diplomatici
"Durante il mio convegno con il  ministro degli esteri russo Sergey Lavrov a Mosca, ho appreso che tre  diplomatici europei verranno espulsi dalla Russia. Ho condannato  fortemente questa soluzione e respinto l'accusa che abbiano condotto  attività incompatibili con lo status di diplomatici. Questa soluzione  dovrebbe essere rivista. Ho sottolineato l'unità e la solidarietà  dell'Unione Europea con gli Stati membri coinvolti". Lo dice l'Alto  Rappresentante dell'Ue Josep Borrell, in una nota, dopo la soluzione  della Russia di espellere tre diplomatici di Germania, Svezia e  Polonia, accusati di aver preso parte a manifestazioni in favore di

Merkel e Macron condannano espulsioni diplomatici
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha condannato l'espulsione dei diplomatici di Svezia, Polonia e Germania da parte del governo russo. "Riteniamo che queste espulsioni siano ingiustificate", ha detto la cancelliera dopo la videoconferenza con il presidente francese Condanno fermamente quello che è successo, dall'avvelenamento di Navalny", "fino all'espulsione dei diplomatici" dai tre paesi. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa con Angela Merkel. "Condanno con la più grande fermezza dall'inizio alla fine quanto accaduto" nel quadro del caso Navalny, "dall'avvelenamento, fino alle condizioni terribili dell'incarcerazione e l'espulsione dei diplomatici" europei,  ha detto il presidente francese Emmanuel Macron.di" tra Russia e Ue.

Le proteste? "Due pesi due misure. Anche in Italia usano idranti contro i manifestanti"
A proposito delle proteste pro Navalny e del modo in cui sono state raccontate dalla stampa internazionale, Lavrov ha detto che "quando avvengono da noi i media occidentali riprendono la risposta delle forze dell'ordine ma non mostrano a cosa rispondono. Al contrario, da loro mostrano la violenza dei manifestanti". Ha poi fatto tutta una lista di quelle che secondo lui sono le violenze in Ue dei diritti umani citando in particolare le risposte della polizia alle proteste in Francia e il caso della manifestazioni in Catalogna. E ci sono - ha aggiunto Lavrov - molti altri video interessanti: "Vediamo, in Italia, usare idranti contro i manifestanti, gente coperta di sangue e attacchi ai giornalisti".

Lavrov sull' "avvelenamento di Navalny"
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha ribadito la sua versione in merito all'avvelenamento di Alexei Navalny, secondo la quale "i dottori in Russia e Germania non hanno trovato nel suo corpo quello che è stato trovato dai soli medici militari tedeschi" e che "ai nostri numerosi tentativi di ricevere i risultati sui test ne' la Germania ne' la Francia ne' l'Opac (l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, ndr) ci hanno dato alcuna risposta". L'esponente del Governo di Mosca si riferisce - senza mai citarlo - alle tracce dell'agente chimico del gruppo Novichok rivelato nel corpo di Navalny e che, secondo quanto stabilito anche da una attuale risoluzione del Parlamento europeo, "è disponibile unicamente per le strutture militari e i servizi segreti in Russia". Il riferimento di Lavrov alla Francia e all'Opac si ricollega alla natura dell'avvelenamento che "é stata confermata da più laboratori in Germania, Francia e Svezia, nonché dall'Opac", precisa ancora la risoluzione. Nonostante il parere di più esperti, il ministro russo definisce il atteggiamento dei Paesi Ue coinvolti e dell'Opac "poco educato, per dirla in maniera gentile". "Questa arroganza culturale europea è inaccettabile e la respingiamo con forza", ha aggiunto Lavrov durante la conferenza stampa congiunta a Mosca con l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera, Josep Borrell. "Se i partner credono che non meritiamo di accedere alle informazioni che confermano le accuse nei confronti delle autorità russe, lo lasciamo alle loro coscienze", ha concluso il politico russo. 

Sputnik in Europa
"Voglio congratularmi con la Russia per il suo successo con il vaccino Sputnik V. È un'arma in più per combattere la pandemia. E spero che l'Ema possa presto documentare lo Sputnik per l'uso in Europa", ha detto Josep Borrell a proposito del vaccino russo. "Ne ho parlato ieri con il segretario di Stato americano Anthony Blinken, abbiamo toccato l'argomento Sputnik, si è congratulato con noi per il fatto che sta dando risultati", ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov rispondendo alla domanda se lo Sputnik potesse essere considerato uno strumento di buona cooperazione tra la Russia e l'Occidente. Secondo Lavrov, "abbiamo concordato di promuovere i contatti tra i nostri rispettivi laboratori e scienziati, produttori, per vedere se c'è una possibilità di interazione su questo fronte". "Già con i nostri colleghi europei c'è un contatto a sufficienza sviluppato, un certo numero di Paesi sono interessati ad acquistare e produrre questo vaccino sul loro territorio", ha detto Lavrov. Il ministro ha sottolineato che "non solo credo che la cooperazione in questo settore possa svolgere un ruolo positivo, ma lo fa già, secondo me, e noi siamo molto favorevoli". 

Navalny ancora in tribunale: si dichiara non colpevole
Alexey Navalny intanto è di nuovo in un'aula di tribunale, imputato di aver diffamato Ignat Artemenko, un veterano della Seconda guerra mondiale che aveva difeso in una clip elettorale il referendum pro Putin. Il dissidente aveva definito i protagonisti del video "traditori" e "vergogna della nazione" e adesso rischia una pesante multa o addirittura una pena detentiva.

Il veterano partecipa al processo in videoconferenza, e per l'occasione ha indossato divisa e medaglie: è un sopravvissuto della Seconda Guerra mondiale, sfuggito ai nazisti. Per questo, le parole di Navalny non sono sfuggite all'opinione pubblica di Mosca tanto che potrebbe venirne fuori un danno alla sua immagine. Nel suo Paese. Ma all'estero è un altro discorso.

L'ex presidente polacco, e Nobel per la Pace nel 1983, Lech Walesa lo ha candidato al Nobel per la Pace poiché "sta combattendo contro il totalitarismo". E parole di peso a difesa di Navalny sono state pronunciate dal presidente degli Usa Joe Biden e dall'Alto rappresentante della politica estera dell'Ue, Joseph Borrell, durante il suo convegno a Mosca con Sergey Lavrov. Proprio mentre veniva reso noto che è morto il medico russo che curò Navalny dopo l'avvelenamento: aveva 55 anni.

Dal canto suo, l'oppositore di Putin, alla seconda udienza in tribunale in una settimana, ha imputato i parenti dell'uomo di averlo strumentalizzato e si è dichiarato "non colpevole": "Non so niente di Artemenko. Non capisco le accuse. Non sapevo nulla di Artemenko fino a quando la polizia non è venuta da me", ha detto.

Nuove proteste in primavera e estate
Altre imputazioni, tra cui una per frode, pendono sul capo del dissidente, che alla vigilia della seconda udienza è tornato a farsi sentire esortando la gente a "superare la paura" e "liberare la patria" dai "ladri usurpatori". Il suo braccio destro, Leonid Volkov, ha annunciato che non ci saranno nuove proteste nel prossimo weekend, ma ce ne saranno invece in primavera e in estate. "Se usciremo ogni settimana avremo ancora migliaia di arrestati e centinaia di picchiati", ha spiegato. "Alexey ci chiede di concentrarci sull'autunno", cioè sulle elezioni della Duma in programma a settembre, ha aggiunto l'oppositore, promettendo di tirare Navalny fuori dal carcere "con metodi di politica estera".   

Farnesina: "Attendiamo smentita su asserite violenze in Italia"
"L'Italia esprime seria preoccupazione per l'espulsione di diplomatici europei a Mosca e solidarietà con i Paesi europei colpiti da questo grave provvedimento. Sulle asserite violenze in Italia contro manifestanti e giornalisti attendiamo una smentita". Lo afferma la Farnesina in un tweet. Oggi il ministro degli Esteri russo, ha criticato "il doppio standard dei media occidentali" nel racconto delle violenze della polizia contro i sostenitori dell'oppositore Aleksei Navalny e ha citato, tra gli altri, l'Italia, "dove la polizia usa idranti contro i manifestanti".

Russia: ministero Esteri rettifica, era l'Olanda, non l'Italia
Lapsus del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. In realtà, ha precisato il Ministero degli Esteri russo
in una rettifica, Lavrov non si riferiva al nostro Paese, bensì all'Olanda, dove si sono tenute recentemente proteste contro le misure anti-pandemia.

"Se siamo così preoccupati per i diritti umani - ha detto Lavrov, secondo la traduzione diffusa dal Ministero - il trattamento riservato ai manifestanti, allora occorre guardare anche le immagini che avevamo trasmesso ai nostri colleghi svedesi e, alla vigilia della visita odierna, abbiamo trasmesso anche a Bruxelles. Guardatele. Lì si vede una jeep della polizia rovesciare dei manifestanti stesi a terra, negli Usa, e tante altre cose".

"L'immagine che ha girato il mondo intatto poi è quella di una giovane donna nei Paesi Bassi inchiodata al muro con un getto d'acqua dalla pompa, dopodiché se ne va tutta insanguinata. Da noi, non c'è stato niente di simile. In Russia, durante le ultime manifestazioni, i poliziotti furono più volte attaccati e non hanno utilizzato nessun tipo di dispositivo speciale, compreso il gas lacrimogeno. Sono stati i manifestanti a usare il gas lacrimogeno contro la polizia", ha concluso Lavrov.