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Seggi aperti in Russia. Si vota per la riforma della Costituzione voluta da Putin

Uno degli emendamenti potrebbe dare al presidente Vladimir Putin, eletto per la prima volta nel 2000, l'opportunità di rimanere in carica fino al 2036

Archiviata la grande parata militare per i 75 anni dalla vittoria nella Seconda guerra Mondiale, dal 25 giugno i russi votano per il referendum costituzionale. Uno degli emendamenti potrebbe dare al presidente Vladimir Putin, eletto per la prima volta nel 2000, l'opportunità di rimanere in carica fino al 2036.

La votazione sul pacchetto di emendamenti - sì o no secco - si svolgerà fino a mercoledì primo luglio, dichiarato da Putin festa nazionale per consentire ai russi di recarsi ai seggi elettorali nell'arco di tutta la giornata. Le autorità hanno deciso di spalmare la consultazione su più giornate e di adottare stringenti misure di sicurezza ai seggi per mettere al riparo di elettori dal contagio da coronavirus, che colpisce duramente la Russia. Gli scrutatori indossano indumenti protettivi e agli elettori vengono forniti mascherina, guanti e penne usa e getta. 

Voto online per ridurre il azzardo di contagio
A Mosca e a Nizhni Novgorod è stato disposto anche il voto online, per ridurre la necessità di recarsi ai seggi - comunque presenti - e di conseguenza il azzardo di contagio. Nella capitale, stando alle autorità, oltre 1 milione di persone si sono iscritte al voto online. Ma le opposizioni hanno bollato l'e-voto come "una truffa" per falsificare il risultato del referendum. 

Alexei Navalny, l'ex blogger fattosi anti-Putin, ha denunciato che il voto online è già stato falsificato da "registrazioni fasulle e pressioni esterne". Ovvero grandi compagnie e partecipate statali che obbligano i dipendenti a votare e votare "in un certo modo".

Per Grigory Melkonyants, co-presidente di Golos, l'ong russa che monitora il regolare svolgimento delle elezioni, si tratta del voto "più manipolativo" e "meno trasparente" nella storia del Paese a parte le elezioni nei primi anni dopo la caduta dell'Unione Sovietica, nel 1991. "Non ci sono mai state così tante lamentele da parte di così tante persone che ci dicono di essere sottoposte a pressioni per il voto", ha detto Melkonyants in un'intervista al Moscow Times. Ma i sondaggi del VtSIOM, l'istituto demoscopico statale, sostengono che un numero compreso tra il 67% e il 71% dei russi sostiene gli emendamenti.

Seggi volanti e "riffe"
In ogni caso, se l'elettore non può andare al seggio, il seggio va dall'elettore. Sono già all'opera commissioni elettorali "volanti" che si spostano di casa in casa per consentire a infermi o anziani di votare.

Per incoraggiare gli elettori inoltre il comune di Mosca ha lanciato una riffa tra chi si presenta alle urne: offre due milioni di buoni omaggio per fare acquisti in tremila negozi della capitale, un'operazione che costa alle casse della città 10 miliardi di rubli, circa 130 milioni di euro.

Putin e l'incognita popolarità
Il voto consultivo sulla più importante modifica della Costituzione dalla fine dell'Unione Sovietica è l'ultimo ostacolo sulla strada di Putin, che, in base alle norme in vigore ora, chiude nel 2024 il suo ultimo mandato. Il parlamento e la Corte suprema hanno già approvato gli emendamenti, che tra l'altro azzerano il cronometro dei mandati presidenziali, rafforzano il ruolo del parlamento, che avrà il potere di nomina del premier, mentre affidano al capo del Cremlino il controllo della magistratura.

Non solo: la nuova costituzione russa sancirà la linea tradizionalista e nazionalista alla quale Putin negli ultimi anni si è affidato, vietando i matrimoni omosessuali ed esplicitando la "fede in Dio" dei russi. Tra l'altro oggi l'ambasciata Usa in Russia ha appeso una bandiera arcobaleno simbolo dell'orgoglio Lgbt sulla facciata della propria sede. 

Il voto era inizialmente previsto per il 22 aprile, ma l'epidemia ha scombinato una coreografia attentamente preparata, avviata a gennaio con il lancio a sorpresa delle modifiche costituzionali e l'uscita di scena del premier Dmitri Medvedev, spalla di lungo corso di Putin sostituito a tempo record da Mikhail Mishustin.

Il presidente ha scelto di affrettare, nonostante l'emergenza coronavirus, sulla grande consultazione popolare anche in vista della profonda recessione provocata dal lockdown e dalla caduta dei prezzi del greggio: ad aprile la popolarità di Putin ha toccato il minimo dal 1999 del 59%.

L'opposizione invita a non votare
L'opposizione ha immancabilmente attaccato la riforma voluta dal Cremlino. Il leader degli oppositori extraparlamentari, Alexei Navalny, ha invitato i suoi sostenitori a non votare al referendum, mentre il partito comunista, solitamente schierato a fianco del potere, ha chiesto ai suoi elettori di votare "no" per opporsi a un rafforzamento della "dittatura presidenziale".

In una lettera aperta a marzo, oltre 400 accademici, giornalisti e giuristi hanno messo in guardia contro "una crisi costituzionale e un golpe pseudo-legale, incostituzionale".