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Russia, tornano le divise della polizia politica staliniana NKVD

Secondo un sondaggio, diffuso dalla società “Opinione pubblica”, alla vigilia della Festa della vittoria sul nazifascismo, oltre il 50 percento dei cittadini russi giudica positivamente il ruolo di Iosif Stalin come leader dell’Unione Sovietica e comandante in capo dell’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale



Alla vigilia della Festa della vittoria sul nazifascismo, il giorno della capitolazione della Germania nazista alle potenze alleate, che in Russia (a causa del fuso orario) si celebra il 9, anziché 8, maggio, c'è chi tenta la riabilitazione della polizia politica staliniana NKVD.

Nei supermercati di alcune città russe sono arrivate uniformi per bambini “giovane agente di NKVD” che riproducono fedelmente la divisa, con tanto di berretto, stivali, cinturone con la fondina, stemma e segni distintivi di un ufficiale della polizia politica staliniana NKVD. 

Nel capoluogo siberiano Novosibirsk invece si è svolta un’esposizione dedicata al “Centenario dei servizi di sicurezza della Russia” dal titolo inequivocabile “Divise ed equipaggiamento di NKVD 1937-43”. 

A illustrare le “gesta eroiche” dei reparti di NKVD durante la Seconda guerra mondiale erano alcuni alti ufficiali reduci che hanno esaltato il “valore militare” degli agenti del NKVD che operavano dietro le linee nemiche. 

Nessun riferimento però al fatto che fino all’invasione della Germania nazista nell’Unione Sovietica il personale del NKVD negli anni 1937-41, ma anche dopo la sconfitta di Hitler, era prevalentemente impiegato nell’attuazione delle famigerate purghe staliniane, massacrando milioni di concittadini sovietici innocenti spesso senza alcun processo, o in seguito a una condanna in un processo-farsa. E i militi del NKVD erano le guardie nei GULAG. 

Inoltre in conformità all’Ordine 227 del 1942, emanato e firmato personalmente da Stalin, e solo recentemente desecretato, ai reparti di NKVD era assegnato il compito di costituire le squadre di sbarramento per spingere all'attacco i reparti dell’Armata Rossa e mitragliare i militari sovietici in ritirata dal campo di battaglia. 

L’esposizione racconta la costituzione dei “servizi di sicurezza della Russia” dalla prima polizia politica di Lenin VCK, o semplicemente Čeka, omettendo che per ordine del ministro della Guerra sovietico Lev Trockij fu introdotta la decimazione nell’Armata Rossa e le esecuzioni sommarie furono eseguite proprio dagli agenti della Čeka.