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Giornalista polacco bandito dalla Russia con divieto di ritornare per 30 anni

Il giornalista polacco Tomasz Maciejczuk, da anni ospite dei numerosi talk-show sui temi politici nei numerosi canali televisivi russi, è stato impedito in un aeroporto di Mosca all’ingresso nella Federazione russa ed bandito con il divieto di ritornare in Russia per 30 anni. Il giornalista ha caricato il verbale dei servizi russi sul suo profilo personale nel social network russo VK (V kontakte).

Ufficialmente il provvedimento nei suoi confronti è stato preso per motivi di violazione della legislazione russa in materia di soggiorno degli stranieri: il suo precedente permesso di soggiorno sarebbe scaduto e lui era partito dalla Russia in ritardo. Il giornalista polacco invece ritiene che si sia trattato di “un atto politicamente motivato, per toglierlo dagli schermi delle TV russe” in prossimità dell'insediamento di Vladimir Putin e della Festa della Vittoria su nazifascismo.

Tomasz Maciejczuk è un personaggio controverso ed è stato picchiato più volte in diretta televisiva per le sue prese di posizione contro l’Armata Rossa e Stalin. C’è da aggiungere che anche il Servizio di sicurezza ucraino (SBU) ha vietato l'ingresso del giornalista polacco in Ucraina per 5 anni perché nei suoi interventi affronta i punti dolenti nelle relazioni polacco-ucraine, provocando l’ira dell’establishment ucraino.