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Sochi, convegno Putin-Gentiloni: "Riprendere con forza il dialogo tra Russia e Ue"

Numerosi gli accordi siglati oggi. Intanto il presidente Vladimir Putin si dice pronto a fornire agli USA le registrazioni dell'convegno tra Trump e il ministro degli esteri russo Lavrov

"L'Italia per la Russia è un partner importante ed è uno dei paesi chiave nel nostro commercio con l'estero. Voglio sottolineare l'importanza dell'convegno di oggi col premier Paolo Gentiloni abbiamo parlato di molti temi". Con queste parole Vladimir Putin ha aperto la conferenza stampa a Sochi. Il presidente russo ha poi aggiunto che gli investimenti italiani in Russia valgono 1 miliardo di dollari mentre quelli russi in Italia circa 2,4 miliardi: "Il nostro interscambio vale 20 mld di dollari. È sensibilmente inferiore rispetto al 2013, ma ci sono ragioni di ottimismo perche' all'inizio dell'anno c'e' stato un aumento di quasi il 30 per cento". Il premier Gentiloni ha, invece, colto l'occasione per ribadire la necessità di "riprendere con forza il dialogo tra la Russia e l'Unione europea" e di coadiuvare in Libia, Siria e Afghanistan contro il terrorismo. "Dopo i momenti difficili oggi c'è una ripresa che si riflette anche sugli scambi tra i nostri due Paesi - ha sottolineato il premier italiano - Il volume dell'interscambio resta molto importante e sta riprendendo slancio nel quadro dell'andamento dell'export italiano molto positivo. Si sono raggiunti livelli che non si raggiungevano da 7 anni. C'è un rinnovato interesse delle nostre aziende per il mercato russo". Il presidente russo ha poi passato un messaggio al premier italiano che dovrà portarlo al G7 di Tormina. "È un segreto", ha detto Putin sorridendo.

Putin sul caso Trump
"Noi vediamo che negli Usa si sta diffondendo una schizofrenia politica", ha risposto poi Puntin ad una domanda sulle ultime polemiche sui segreti statunitensi che sarebbero stati rivelati al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov. "Lavrov non ha condiviso con noi nessun segreto e questo non è un bene", ha aggiunto scherzosamente il presidente russo. "Se Washington lo riterrà possibile - ha continuato Vladimir Putin - la Federazione russa è pronta a fornire al Senato americano la registrazione della conversazione".

Le parole di Gentiloni che difendono la Russia
"Non può esserci automatismo nel rinnovo delle sanzioni contro la Russia". Lo ha detto Paolo Gentiloni, affrontando poi la necessità di tenere in conto le opinioni della Federazione: "Le opinioni della Russia devono essere parte della discussione. Abbiamo un interesse comune per la stabilità internazionale, la lotta al terrorismo e la soluzione di alcune crisi. La Russia è un attore molto importante nello scenario internazionale, tenerne conto è un dovere. Lo è nel Mediterraneo che per l'Italia ha un'importanza specifica, ma lo è anche in tanti scenari".

L'convegno bilaterale
"Mi fa molto piacere questa opportunità di convegno sia per i rapporti Italia-Russia, ottimi e eccellenti, sia per parlare della delicata condizione internazionale in cui ci troviamo", così il premier Paolo Gentiloni a Sochi, iniziando l'convegno bilaterale con il presidente russo, Vladimir Putin. Anche quest'ultimo ha commentato i rapporti tra i due paesi, affermando che l'interscambio "ha cominciato a crescere e nei primi mesi di quest'anno è stato del 28%". Un colloquio quindi importante sia per le relazioni tra i paesi che per la delicata condizione del mondo, con la partecipazione anche del ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e del vice premier Arkady Dvorkovich, responsabile dei rapporti economico-commerciali con l'Italia. Sul tavolo la lotta al terrorismo, le possibilità di una riconciliazione in Libia, le crisi in Siria e in Ucraina. Il presidente Putin ha dichiarato di aver avuto uno "scambio di opinioni sui problemi internazionali e regionali Libia, Siria, Ucraina e penisola coreana". Temi importanti che guardano al G7 di Taormina: "Per me è un'opportunità, come presidente del G7 - ha detto Gentiloni - per uno scambio di opinioni in vista dell'importante vertice che si terrà in Sicilia tra dieci giorni". 

Gli accordi firmati a Sochi
In occasione di questo convegno, Eni e Rosneft, compagnia petrolifera russa, hanno firmato un nuovo accordo per l'estensione della collaborazione strategica nei settori dell'upstream, delle tecnologie, della petrolchimica e del marketing. A siglarlo il ceo del gruppo russo, Igor Sechin, e l'ad dell'Eni, Claudio Descalzi. Un altro accordo è stato firmato tra Anas International, Russian Direct Investment Forum e Avtodor per gestire congiuntamente un tratto autrostradale di circa 300 km sulla M4 (Mosca-Rostov). Un terzo accordo è stato infine firmato tra Rosneft, l'Università MGIMO e il Politecnico di Torino per realizzare programmi di formazione avanzata, progetti di ricerca e innovazione nel settore del petrolio e del gas naturale. Rosneft ed il Politecnico di Torino hanno firmato un ennesimo accordo con l'Università Gubkin con gli stessi obiettivi del precedente. La compagnia petrolifera russa sta valutando anche una cooperazione con l'azienda italiana specializzata in equipaggiamenti per la messa in sicurezza dei pozzi petroliferi Pietro Fiorentini, che dovrebbe portare la tecnologia multyface per misurare i flussi di giacimenti petroliferi in Russia. Infine, anche Tecnoclima ha avviato una cooperazione insdustriale con Rosneft per localizzare, sempre in Russia, le apparecchiature italiane per il riscaldamento di piattaforme di trivellazione. "Voglio ringraziare il gruppo Rosneft per aver dato 5 milioni alle Marche per la riedificazione dell'ospedale di Amandola colpito dal terremoto", ha commentato il premier Gentiloni durante la conferenza stampa.

Coldiretti: a causa dell'embargo della Russia, l'Italia ha perso 10 mld di export
La Coldiretti ha sottolineato oggi l'importanza del tema Made in Italy in questo colloquio bilaterale. Infatti a quasi tre anni dall'embargo di prodotti agroalimentari deciso in risposta alle sanzioni europee e statunitensi, l'Italia ha perso cirsa 10 miliardi di esportazione. "L'agroalimentare - spiega la Coldiretti - è l'unico settore ad essere colpito direttamente da un embargo totale sancito, come ritorsione alle sanzioni europee, dalla Russia con decreto del 7 agosto 2014 che ha chiuso completamente le frontiere del paese di Putin ad una lista di prodotti, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con successiva proroghe".