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Damasco: accordo con ribelli per evacuazione da Duma

Siria, decine di morti a Duma. Ong: attacco chimico. Trump: "Assad Animale, Russia e Iran complici"

Duma è l'ultimo bastione della resistenza dei ribelli di fronte all'offensiva del regime di Bashar al-Assad che in poco meno di due mesi ha riconquistato il 95% della Ghouta orientale

Si alzano i toni sulla Siria dopo le accuse americane al regime siriano per un presunto attacco chimico contro Duma, ultima roccaforte dei ribelli nella Ghouta orientale. In un tweet, il presidente Donald Trump ha denunciato "l'insensato attacco chimico", puntando il dito anche contro la Russia e l'Iran per il loro sostegno al presidente siriano Bashar al Assad: "Pagheranno un caro prezzo", ha promesso. E dalla Casa Bianca, il consigliere per la sicurezza nazionale Tom Bossert, intervistato dalla Abc News su un altro possibile raid missilistico Usa contro la Siria, ha risposto che "tutte le opzioni sono sul tavolo".  

Usa chiedono riunione urgente Consiglio sicurezza Onu 
Gli Stati Uniti e altri otto paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu - Regno Unito, Francia, Polonia, Olanda, Svezia, Kuwait, Perù e Costa d'Avorio - hanno chiesto una riunione di emergenza dei Quindici sull'attacco chimico in Siria, che si dovrebbe tenere lunedì. "Sfortunatamente l'uso di armi chimiche per ferire e uccidere civili innocenti in Siria è diventato fin troppo comune", ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu, Nikki Haley. "Il Consiglio di Sicurezza deve riunirsi e chiedere l'accesso immediato per i soccorritori, sostenere un'indagine indipendente su ciò che è accaduto e rendere responsabili gli autori di questo atto atroce", ha aggiunto.

L'accordo con i ribelli per l'evacuazione
Il governo siriano avrebbe raggiunto un accordo con i ribelli per l'uscita da Duma, città in mano all'opposizione. L'agenzia di stampa ufficiale Sana, citando una fonte governativa, ha detto che l'accordo vedrebbe "la partenza di tutti i cosiddetti terroristi di Jaish al-Islam per Jarablus entro 48 ore". La notizia arriva il giorno dopo un presunto attacco chimico che avrebbe ucciso decine di persone a Duma, che la Siria e la Russia hanno fortemente negato. 

Le accuse delle ong
​I Caschi bianchi, i soccorritori che operano nelle zone ribelli in Siria, hanno imputato il regime di essere ricorso a "gas tossici" a Duma e hanno fornito, sul loro profilo Twitter, un bilancio contradditorio, parlando di un numero di vittime compreso tra le 40 e le 70.  In un comunicato congiunto con l'ong sanitaria Sams (Syrian American Medical Society), hanno inoltre riferito di "oltre 500 casi, in maggior parte donne e bambini", che presentano sintomi "di un'esposizione a un agente chimico". 

Casa Bianca: non escluso raid missilistico
La Casa Bianca non esclude un raid missilistico contro obiettivi del regime siriano in risposta al presunto attacco chimico a Duma. "Non escluderei" alcuna opzione, ha risposto alla ABC Thomas Bossert, consigliere di Trump per la sicurezza nazionale e l'antiterrorismo. "Quelle foto sono orribili, in questo momento stiamo esaminando l'attacco", ha detto, aggiungendo che lui e il resto del team della sicurezza nazionale sono in contatto con Trump da sabato sera su come rispondere. 

Trump: "Assad animale, Russia e Iran complici"
Il presidente americano, Donald Trump, ha denunciato "l'insensato attacco chimico" a Duma, che ha fatto "molti morti, incluse donne e bambini". Nel tweet, l'inquilino della Casa Bianca ha puntato il dito contro "il presidente Putin": "La Russia e l'Iran sono responsabili per il sostegno all'animale Assad. Ci sarà un alto prezzo da pagare". Trump ha quindi esortato ad aprire la zona "immediatamente ai soccorsi e alle verifiche". "Un altro disastro umanitario senza motivo", ha concluso. II presidente Usa ha chiesto inoltre "di aprire immediatamente la zona per l'aiuto medico e le verifiche" del caso.

L'accusa a Obama
Trump ha anche imputato il suo predecessore Barack Obama di non aver rispettato la sua promessa di intervenire contro Assad se avesse usato le armi chimiche: "Se il presidente Obama avesse varcato la sua dichiarata linea rossa (scritta, ndr) sulla sabbia, il disastro siriano sarebbe finito molto tempo fa! L'animale Assad sarebbe stato storia!".

Mosca e Iran respingono le accuse
Il ministero degli Esteri russo ha avvertito Washington che "un intervento militare in Siria per dei pretesti inventati sarebbe inaccettabile e potrebbe portare a conseguenze più gravi". Il ministero della Difesa russo aveva già negato qualsiasi responsabilità di Mosca o Damasco nel presunto attacco con gas cloro, definendole una "montatura". Linea dura sposata anche dall'Iran che, in un comunicato del ministero degli Esteri, ha sostenuto come "simile accuse da parte degli americani e certi Paesi occidentali segnalano una nuova cospirazione contro il governo siriano e il suo popolo, e un pretesto per un'azione militare".