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Russia e Turchia si accordano per cessate il fuoco a Idlib. Putin: "Una soluzione si trova sempre"

L'accordo in tre punti prevede il rispetto del cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte, la creazione di una zona cuscinetto lungo l'autostrada M4, ampia sei chilometri a nord e a sud che entro una settimana i militari dei due paesi definiranno i dettagli. Ed entro il 15 marzo, inizieranno missioni di pattuglia congiunte di militari turchi e russi 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato dopo i colloqui a Mosca con Vladimir Putin che un cessate-il-fuoco entrerà in vigore oggi a mezzanotte nella provincia siriana di Idlib e ha avvertito che Ankara risponderà a qualunque attacco del regime. "Da mezzanotte (le 22 italiane) in vigore il cessate il fuoco", ha affermato Erdogan, aggiungendo che Ankara "si riserva il diritto di replicare con tutte le sue forze e ovunque contro qualsiasi attacco del regime" di Damasco.

Putin: "Siamo sempre riusciti a risolvere i problemi"
"Siamo sempre riusciti a risolvere i problemi lavorando insieme. Lo stesso abbiamo fatto oggi": lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, dopo l'convegno con il presidente turco Erdogan. "Ci siamo messi d'accordo per proseguire lo spirito e le condizioni degli accordi di Astana (sulle zone di de escalation in Siria, ndr). Abbiamo definito una intesa nella speranza di poter porre fine alle sofferenze dei civili di Idlib", ha aggiunto Putin che ha parlato da solo con Erdogan per tre ore, prima di allargare la riunione ai ministri della Difesa e degli Esteri dei due paesi in un nuovo round di discussioni durato oltre due ore e mezzo.

Zona cuscinetto e pattuglie miste
L'accordo in tre punti prevede il rispetto del cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte, la creazione di una zona cuscinetto lungo l'autostrada M4, ampia sei chilometri a nord e a sud che entro una settimana i militari dei due paesi definiranno i dettagli. Ed entro il 15 marzo, inizieranno missioni di pattuglia congiunte di militari turchi e russi sul tratto di Idlib dell'autostrada intorno a cui si sono concentrati i combattimenti delle ultime settimane.


Putin: "Nessuno sapeva dove fossero i soldati turchi colpiti"
Secondo indiscrezioni d'agenzia il presidente russo ha auspicato che "non accada nulla che possa rovinare le relazioni russo-turche". "Purtroppo, come ho detto in precedenza in una telefonata - ha detto il capo del Cremlino - neppure uno, comprese le truppe siriane, era a conoscenza della posizione dei militari turchi". Poi il presidente russo ha fatto le sue condoglianze all'omologo turco per i soldati turchi che hanno perso la vita nella provincia di Idlib nelle ultime settimane di escalation delle violenze. Nella sua visita il leader turco è accompagnato da una folta delegazione, che comprende i ministri degli Esteri e della Difesa, Cavusoglu e Hulusi Akar, e il responsabile dei servizi d'intelligence, Hakan Fidan.

A Idlib ancora morti
L'esito del vertice arriva al termine di un'altra giornata di conflitto. Almeno 16 civili, tra cui un bambino, sono morti a causa di raid aerei effettuati durante la notte dalle forze russe nella provincia di Idlib, nel nordovest della Siria. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani i raid sono avvenuti dopo la mezzanotte alle porte della città di Maaret Misrin. Colpita anche una fattoria nella stessa località dove hanno trovato la morte 18 profughi che vi si erano rifugiati.  

"Missili israeliani" su Homs
Secondo l'Osservatorio, alcuni missili hanno colpito anche due aeroporti militari nella Siria centrale, quello di Shuayrat e quello di al-Dabaa nella provincia di Homs, ma non si registrano vittime. Il regime di Bashar Al-Assad ha risposto con la difesa antiaerea ai "missili israeliani", lo riferisce la tv di stato di Damasco. Secondo i media, i raid aerei condotti su Homs hanno colpito un sito appartenente al movimento islamico libanese di Hezbollah e l'aeroporto militare di Dabaa.


La crisi dei profughi
E non si ferma il flusso di profughi che cerca di oltrepassare il confine turco per cercare di entrare in Europa. Secondo Ankara sarebbero arrivati a 138.647 mila i migranti siriani ma anche afghani diretti dalle zone interne del paese verso la frontiera. Lo riferisce il ministro dell'intimo turco Suleyman Soylu, che stamani si è recato al confine con la Grecia. Atene ha confermato finora 24mila tentativi illegali di attraversamento che sono stati impediti, anche con la forza come è stato testimoniato nei giorni scorsi. Per questi motivi la Turchia ha deciso che invierà al confine con la Grecia mille agenti delle forze speciali "per evitare i respingimenti" di migranti da parte delle guardie di frontiera di Atene. Lo ha annunciato il ministro dell'intimo di Ankara Suleyman Soylu, dopo essersi recato stamani alla frontiera.