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Russia, ex marine Usa condannato per spionaggio. Pompeo: chiediamo immediato rilascio

L'ex marine arrestato dal controspionaggio russo in alloggio a Mosca perché ritenuto in possesso di informazioni segrete depositate in una chiavetta Usb. Nel processo a porte chiuse, lui smentisce e dice di essere un semplice cittadino. La diplomazia già pensa a uno scambio di prigionieri Russia-Usa

Il tribunale di Mosca ha condannato lo statunitense Paul Whelan a 16 anni in una colonia penale di massima sicurezza per accuse di spionaggio. Il 50enne, responsabile per la sicurezza aziendale ed ex veterano della Marina Usa, fu arrestato a Mosca nel dicembre del 2018. Il processo si è svolto a porte chiuse. Whelan ha passaporti britannico, irlandese e canadese e respinge ogni accusa, parlando di processo politico e di prove inventate. Dopo il verdetto, l'ambasciatore statunitense John Sullivan ha denunciato che il processo si sarebbe tenuto in segreto e non sarebbero state prodotte prove, in violazione dei diritti umani e della legge internazionale. 

Gli Usa si dicono "indignati" per la condanna e chiedono l'"immediata liberazione". "Gli Usa sono indignati dalla soluzione della corte russa di condannare il cittadino americano Paul Whelan dopo un processo segreto, con prove segrete e senza appropriate concessioni per i testimoni della difesa", ha dichiarato il segretario di Stato, Mike Pompeo.

Dal Cremlino assicurano, invece, che è tutto regolare e che il cittadino americano non è un prigioniero politico. Sembra che le intenzioni di Mosca siano quelle di implicare l'ex militare in una sorta di "scambio di prigionieri" con Washington.

Whelan è stato arrestato dai servizi d'intelligence russi il 28 dicembre del 2018 mentre si trovava in una camera dell'alloggio Metropol di Mosca. Gli 007 dicono di averlo trovato in possesso di una chiavetta Usb che conteneva informazioni top secret, ma lui sostiene di essere stato incastrato e che era convinto che nella chiavetta, consegnatagli da un conoscente russo, ci fossero solo le foto di una vacanza. Whelan dice di essere andato a Mosca per un matrimonio. "Pensavano di aver catturato James Bond in missione, ma in realtà avevano rapito Mr Bean in vacanza", aveva spiegato a ottobre il 50enne.

Secondo le autorità russe, Whelan svolgeva invece attività di spionaggio e la pubblica accusa - stando a quanto riferisce l'avvocato del cittadino americano - a fine maggio aveva chiesto una condanna a 18 anni di reclusione sostenendo che l'imputato fosse un ufficiale dell'intelligence Usa, "almeno" con il grado di "colonnello". Whelan è stato modesto con disonore dal corpo dei marine e ha poi lavorato come responsabile della sicurezza in una società privata. L'ex-marine nei mesi scorsi ha denunciato di non aver ricevuto adeguate cure in carcere e a maggio è stato operato per un'ernia. Oggi ha detto al giudice di non aver compreso la sentenza perché le udienze a porte chiuse sono state svolte in russo senza rispettare il diritto a una traduzione in inglese per l'imputato che evidentemente non mastica a sufficienza bene la lingua russa.

L'avvocato di Whelan, Vladimir Zherebenkov, ha fatto sapere che il suo assistito intende impugnare la sentenza in appello ma che non esclude la possibilita' di chiedere formalmente la grazia a Putin. A quel punto Whelan potrebbe entrare davvero in una trattativa tra Russia e Usa per il rilascio di detenuti. Secondo Zherebenkov, Mosca sarebbe interessata alla liberazione di Viktor Bout, condannato a 25 anni per vendita illegale d'armi, e del pilota d'aereo Konstantin Yaroshenko, in carcere negli Stati Uniti con l'accusa di traffico di stupefacenti.