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Covid, la Russia supera i 2 milioni di contagiati ma le autorità non prevedono un lockdown nazionale

Sono 2.015.608 i casi di contagio nel Paese, che non vuole chiudere e in attesa di un miglioramento alla fine del mese impone 5 regole nazionali. Il preoccupante caso della Repubblica di Buriazia

La task force per il controllo e il monitoraggio della diffusione del coronavirus in Russia ha comunicato che dall’inizio della pandemia nel Paese sono stati registrati 2.015.608 casi di contagio, di cui 1.526.656 guariti e 34.850 deceduti. Secondo Agasi Tavadian, esperto di statistica e modellamento presso il Centro studi economici russo, citato dall’Agenzia giornalistica russa RIA Novosti, l’indice di contagio comincerà a scendere in quasi tutte le regioni russe alla fine di novembre.

Nonostante le cifre spaventose, per il momento nei piani del governo non rientra l'ipotesi di un lockdown nazionale.

Attualmente la condizione è molto difficile in 12 (su 85) regioni russe. Tra le regioni più colpite ci sono Mosca città e provincia, San Pietroburgo e Carelia. La repubblica di Carelia detiene il triste primato dell’indice giornaliero di contagiosità: 61,8 casi per 100 mila persone. Il più basso indice di contagio invece è registrato nella Regione Autonoma Ebraica, mentre la Buriazia, regione della Siberia orientale, è stata la prima a introdurre per la seconda volta il lockdown per due settimane, dal 16 al 30 novembre. In Buriazia la fascia più colpita dal coronavirus sono i giovani di età tra 19 e 30 anni. I medici lavorano 24 ore su 24, ma non riescono a processare i tamponi poiché nei laboratori in giacenza ci sono 25 mila tamponi in attesa di essere esaminati. A contribuire all’impennata dei contagi in Buriazia sono state le voci sull’imposizione del lockdown fino alla fine dell’anno, cosa che ha provocato l’assalto della gente ai centri commerciali nel week- end del 14 e15 novembre per fare scorte, un assembramento imponente mai verificatosi nei mesi precedenti.

I numeri però parlano di una condizione diffusa. A partire dal 1ottobre l’indice giornaliero di contagio medio in Russia è aumentato di 2,5 volte, passando da 6,1 casi a 15,3 casi per 100 mila persone. Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia il contagio giornaliero ha superato la soglia di 23mila persone, raggiungendo la cifra di 23.610 persone contagiate su scala nazionale.

C'è poi il problema del cosiddetto 'virus di ritorno', cioè il caso di cittadini russi che si infettano all'estero e poi ritornano in patria. Il virus di ritorno i turisti russi lo importano maggiormente dalla Turchia, con la quale la Russia ha ripristinato il collegamento aereo dal 1agosto scorso, ma anche dagli Emirati Arabi e dalle Maldive.

Intanto l'Ufficiale Sanitario Nazionale ha imposto cinque misure obbligatorie su scala nazionale: l’uso di mascherine nei luoghi pubblici e nei trasporti pubblici; l'applicazione delle misure anti-epidemiche; le restrizioni sugli spostamenti per le persone over 65 e i malati cronici; la chiusura di ristoranti, bar e caffetterie dalle 23:00 alle 6:00 con il potenziamento della sanificazione in tutti i luoghi di assembramento pubblico; e almeno 150 tamponi su 100 mila persone mediamente in una settimana.