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Russia, condannata a 4 anni di reclusione con sospensione della pena attivista d’opposizione


Un Tribunale russo ha condannato a 4 anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena l’attivista d’opposizione Anastasia Shevcenko per collaborazione con un’organizzazione considerata “indesiderabile” in Russia. Si tratta di “Open Russia”, ong e senza scopo di lucro, riconducibile a Mikhail Khodorkovskij, ex oligarca, il quale dopo aver scontato anni di carcere duro, ora risiede a Londra.

“Open Russia” è stata registrata in Gran Bretagna, ma successivamente in Russia è stata registrata la sede autonoma, che operava sotto la giurisdizione russa proprio per evitare di essere considerata “agente straniero”. Anastasia Shevcenko ha trascorso 2 anni agli arresti domiciliari.  

Il Codice penale russo prevede che l’inchiesta penale possa essere aperta per collaborazione con una "organizzazione indesiderabile" dopo due multe per la stessa violazione giudicata illecito amministrativo. Nel caso di Shevchenko, i protocolli sono stati redatti per la sua partecipazione ai dibattiti e al seminario del progetto “Open Russia”. I funzionari del Centro per la lotta all'estremismo hanno considerato la semplice presenza dell'attivista al seminario una violazione della legge.

Nell’inchiesta penale si afferma anche che Anastasia Shevchenko ha tenuto la bandiera "Hai stufato", contro il quarto mandato di Vladimir Putin in una manifestazione autorizzata e ha parlato in una riunione della sezione regionale di "Open Russia".

Nel gennaio 2019, un tribunale ha messo Shevchenko agli arresti domiciliari. Nello stesso mese, la sua figlia maggiore di 17 anni, disabile, è morta. All'attivista non è stato inizialmente permesso di visitarla.