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Khachatryan e Yamada per il grande Novecento tra Russia e Francia

Nel 2000 è risultato il più giovane vincente della storia del Concorso Sibelius di Helsinki ed è stato solista con compagini come i Berliner Philharmoniker, la London Symphony Orchestra e l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. Nei suoi concerti suona il prezioso Guarneri del Gesù “Ysaye” del 1740, concessogli dalla Nippon Music Foundation. È il violinista armeno Sergeij Khachatryan, che torna protagonista con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nel terzo dei “Concerti d’inverno”, in programma a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, ma in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, oltre che in live streaming sul portale di Rai Cultura giovedì 21 gennaio alle 20.30. 
In programma, il Primo Concerto per violino e orchestra di Dmitrij Šostakóvič, composto nel 1948 ma che, data la sua scrittura decisamente contraria ai dettami del regime sovietico, fu eseguito per la prima volta solo nel 1955, dopo la morte di Stalin. L’opera è dedicata al celebre violinista David Ojstrach, che volle vedere nella parte violinistica scritta da Šostakóvič un “ruolo shakespeariano”. Sul podio torna il giapponese Kazuki Yamada, Direttore principale e artistico dell’Orchestra Filarmonica di Monte Carlo e Direttore ospite principale della City of Birmingham Symphony Orchestra. In Giappone è Direttore ospite principale della Yomiuri Nippon Symphony Orchestra, Direttore stabile della Japan Philharmonic, Direttore musicale e principale del Coro Filarmonico di Tokyo e Direttore musicale della Yokohama Sinfonietta, ensemble da lui stesso fondato quando era ancora studente. Collabora regolarmente con formazioni quali la Staatskapelle di Dresda, la Philharmonia di Londra e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo
Con l’Orchestra della Rai propone Ma mère l’Oye, i cinque pezzi infantili che Maurice Ravel scrisse originariamente per pianoforte a quattro mani, che poi trascrisse nel 1911 per orchestra in vista di una rappresentazione in forma di balletto, e infine trasformò in una suite da concerto, dalla quale espunse le parti pensate per la danza. La serata si conclude con la terza suite dal balletto L’oiseau de feu (L’uccello di fuoco) di Igor Stravinskij, realizzata nel 1945 e basata su dieci numeri complessivi dell’intatto lavoro coreutico, che fu rappresentato per la prima volta a Parigi il 25 giugno del 1910.