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Anni 10 addio! - Bollicine del 12/1/20 (prima parte)

L’Agenzia mondiale anti-doping (WADA) ha deciso di escludere la Russia dalle principali competizioni sportive per i prossimi 4 anni, dalle Olimpiadi di Tokyo del 2020 ai Mondiali di Calcio del Qatar nel 2022, passando i Giochi Invernali di Pechino 2022 e tutti gli altri eventi che hanno sempre visto la partecipazione della Federazione Russa.

Il motivo è legato allo scandalo del doping emerso nel 2015, con decine di atleti in diverse discipline risultati positivi a sostanze dopanti e importanti falsificazioni dei risultati delle analisi per occultare il più possibile quello che aveva tutta l’aria di essere un vero e proprio sistema di stato ormai collaudato e che ha visto coinvolti non solo gli atleti, ma anche tecnici, dirigenti, commissari e presidenti.

Ne abbiamo parlato con Andrea Gullotta, docente di letteratura russa all’università di Glasgow. L’intervista di Matteo Serra a Barrilete Cosmico.

La reazione della Russia è stata molto dura. Putin ha definito assurda questa punizione collettiva e ha imputato la Wada di aver violato i valori dello sport. Insomma, la Russia è sul piede di guerra?

Agli atleti russi che riusciranno a dimostrare in tribunale di essere puliti verrà permesso di partecipare alle Olimpiadi, ma come atleti apolidi senza uno Stato. E anche in caso di vittoria sarà vietato suonare l’inno russo o sventolare bandiere. Tra le varie atlete più critiche nei confronti della soluzione della Wada c’è stata la campionessa olimpica Elena Isinbaeva, che ha parlato di una sanzione estremamente brutale, ingiusta e omicida verso lo sport russo. Secondo lei gli atleti che potranno farlo decideranno di partecipare agli eventi o diserteranno le Olimpiadi?

E infatti la Russia potrà giocare agli Europei e ospitare le tre gare che sono previste a San Pietroburgo. Se la Russia dovesse qualificarsi ai Mondiali di Calcio del Qatar, dovrebbe giocare senza essere ufficialmente la Russia.

Il sistema della Russia non è sembrato particolarmente ingegnoso. Anche il fatto di manomettere e occultare alcuni dati nei rapporti dati alla WADA è sembrato tutto sommato goffo. Come pensava di farla franca?

Per quanto la Russia sia colpevole non si può non parlare di una scelta politica, una punizione così grossa senza precedenti.

Foto della campionessa russa Anželika Sidorova dalla pagina FB della nazionale di atletica leggera della Russia.