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Orrore in Russia: neonato trovato morto in lavatrice. Aperta inchiesta

Un macabro e scioccante ritrovamento è avvenuto all’intimo di un’abitazione di Talitsa, nella regione degli Urali, in Russia. Il corpo senza vita di un neonato è stato trovato in una lavatrice. Il bambino aveva ancora il cordone ombelicale e parte della placenta. Il piccolo era stato partorito da Nadejda, una parrucchiera di 31 anni, che lo avrebbe dato alla luce in casa: dopo aver tagliato il cordone ombelicale, avrebbe abbandonato il neonato nella lavatrice.

La magistratura russa ha aperto un’indagine sulla morte del piccolo: al momento l’accusa è per omicidio. Quello di uccidere i figli appena nati o da pochi giorni o da qualche mese, nonostante l’atrocità del gesto, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non è il primo che viene compiuto nel mondo e in Italia. Molti sono i precedenti di casi particolarmente simili a quello consumatosi a Talitsa, in Russia oppure n via Paris a Madonna dei Monti a Valfurva dove Loretta Zen ha infilato nell’elettrodomestico la piccola Vittoria di appena sette mesi facendole poi fare un intatto ciclo di lavaggio. In Italia si ricordano almeno due casi in cui la madre aveva scelto la lavatrice per nascondere bambini appena partoriti.

Anche lei agì come la 26enne torinese ma, in questo caso, la donna morì poco dopo il ricovero e quando arrivano i Carabinieri nella sua abitazione anche per il piccino non c’era più nulla da fare. Si possono ricordare altri due casi: Nel 1987 a Detroit (Stati Uniti) una giovane mamma di 26 anni decise di punire la figlioletta di tre anni mettendola in lavatrice ed avviando il programma di lavaggio perché la bimba si era fatta la pipì addosso.

Morì qualche ora dopo per le lesioni cerebrali subite dal semi annegamento e per le gravi fratture riportate. In ultimo un altro tremendo caso. Questo risale al 1991. Teatro il piccolo paese di Xinjiang, in Cina, dove una mamma affida il figlioletto alla baby-sitter raccomandandola di lavarlo dopo aver fatto il bucato. La baby-sitter, aveva 16 anni all’era, prese sin troppo alla lettera le disposizioni e infilò in lavatrice il bimbo insieme ai panni sporchi.