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"Il sentimento che prevale nella società civile e tra i combattenti in Siria è una grande disillusione; si sentono abbandonati e traditi. Ma anche un grande pragmatismo: a neppure uno piace il regime di Assad che li ha vessati e repressi per decenni. I curdi avevano più volte, a metà degli anni 2000, inscenato manifestazioni e ribellioni contro il potere centrale per chiedere autonomia e più libertà. Oggi si dice 'questo è il male minore, di fronte all'attacco turno, dobbiamo andare da un altro partner'. L'altro partner sul campo è Assad, ma di fatto è la Russia". Lo ha detto a Non Stop News stamattina Lorenzo Cremonesi, inviato di Il Corriere della Sera in Siria. Il giornalista ha aggiunto: "La Russia che diventa la potenza di riferimento per il Medio Oriente o per una parte di esso, sostituendosi agli Stati Uniti. Questo è il dato eclatante". Quindi, ha concluso: "In tutto questo, i curdi, che fino a ieri erano un attore importante, oggi devono accodarsi. Prima avevano un ruolo politico autonomo, oggi sono dipendenti, avendo perso la speranza di libertà e sapendo di essere subalterni ad altri".