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Trump sul Russia-gate: "Impeachment? Accuse ridicole"

Washington, 18 maggio 2017 - La nomina di un procuratore speciale per il Russia-gate "fa male al Paese". Sono le prime parole di Donald Trump dopo che il ministero di Giustizia Usa ha deciso di nominare come 'special counsel' il 72enne Robert Mueller, capo dell'Fbi per 12 anni, molto vicino all'ex direttore del Bureau investigativo James Comey, silurato da Trump. Sarà lui a portare avanti l'indagine che deve far luce sui legami tra lo staff del presidente e il Cremlino durante la campagna per le elezioni presidenziali Usa. Lui a verificare eventuali pressioni che il presidente avrebbe fatto su Comey per insabbiare l'inchiesta sull'ex consigliere alla sicurezza Michael Flynn. La scelta di un 'supercommissario' "credo che ferisca il Paese terribilmente, perché mostra che siamo divisi, confusi, un Paese disunito", ha affermato Trump in una nota diffusa durante un convegno con i cronisti alla Casa Bianca.

Le dichiarazioni del tycoon erano molto attese oggi, giornata in cui sulla Casa Bianca è piovuta una nuova tegola firmata Washington Post che allude a un presunto finanziamento della Russia in favore di Trump durante la sua campagna elettore. 

In una conferenza congiunta con con il presidente colombiano Juan Manuel Santos, ha poi ribadito che con la Russia "non c'è alcuna collusione", tornando a ripetere quanto scritto oggi in un tweet. "L'intera vicenda è una caccia alle streghe". Contro di lui, s'intende. "Non ho chiesto a James Comey la fine delle indagini sul Russiagate", insiste Donald Trump. E motiva così la soluzione di rimuoverlo dall'incarico: "Il direttore Comey era molto impopolare. In realtà, quando ho preso quella soluzione, pensavo che sarebbe stata una soluzione bipartisan".