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Petrolio, Opec e Russia tagliano la produzione. L’Arabia Saudita dietro la mossa

Giù la produzione di greggio. L’Arabia ascia il ‘sacrificio’ maggiore per sostenere la quotazione in Borsa del colosso Aramco

L’Opec+ (i Paesi del Cartello più gli altri produttori di petrolio tra cui la Russia) hanno raggiunto un accordo per un ulteriore taglio della produzione di 500 mila barili al giorno. Obiettivo: sostenere le quotazioni.

Il prezzo del barile è scattato al rialzo e il 6 dicembre a fine giornata il Wti (che fa da riferimento negli Usa) ha segnato +1,16% a 59,11 dollari al barile e il Brent europeo +1,62% a 64,42.

La sforbiciata si traduce in 1,7 milioni di barili in meno al giorno: la distribuzione prevede 372 mila barili a carico dei Paesi Opec e 131 mila per i non-Opec. A spingere più di tutti per il taglio è stata l’Arabia Saudita, che ha appena collocato in Borsa l’1,5% del capitale di Aramco (l’industria petrolifera di Stato) e vuole che la quotazione del petrolio sia sostenuta.

Ecco perché Riad, oltre a impegnarsi a un taglio di 160 mila barili, ha annunciato la proroga della riduzione volontaria saudita di 400 mila barili rispetto alla quota che ha sulla carta.

Quanto alla Russia, la riduzione per Mosca sarà di 70 mila barili al giorno.