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Cioccolata italiana al profumo di Russia

Cioccolatitaliani resta tricolore ma profuma di russo. Una quota inferiore del 40% è stata ceduta dalla Gesasrl ad un fondo di private equityMir Capital, che vede Gazprombank (collegata al colosso del gas Gazprom) e Intesa Sanpaolo tra i protagonisti.

Una operazione che va avanti da mesi. Dopo aver vagliato le varie offerte, la famiglia Ferrieri ha scelto con chi proseguire per il futuro in modo da poter allargare il proprio raggio d’azione.

Nel settore food italiano, gli investimenti dall’estero sono sempre più numerosi. Lo certifica la buona qualità del prodotto Made in Italy e soprattutto l’appetibilità dal punto di vista dei guadagni. Il marchio Cioccolatitaliani si è ben posizionato sul mercato nella formula del chocolate bar ma anche della cioccolata diversificata per i vari segmenti dalla gelateria, la cucina alla pasticceria.

Cioccolata italiana si ma in Russia…

L’arte della  cioccolata è una tradizione italiana a tutti gli effetti ma anche in Russia ha radici profonde.

C’è un museo con in bella mostra praline, tavolette attrezzi del mestiere.

Il distretto federale centrale è il maggior produttore.  Nel 2017 le esportazioni sono state di 167mila tonnellate, per una cifra di 481milioni di dollari. E gli indicatori di vendita prevedono che la Russia sia un mercato emergente promettente. Può consentire di fare affari e guadagnare soldi con la produzione di questa golosità.

Negli ultimi tempi sono aumentate le commesse per questo prodotto. C’è chi lo consuma per mancanza di affetto, chi invece per avere più energia. La cioccolata  fa bene al cuore, aiuta la memoria, fa bene alla pelle ed è un antidepressivo naturale.

Le prospettive

Il 2019 ormai è trascorso, si appresta Cioccolatitaliani a chiudere con un fatturato di 40 milioni, quasi il 20% in più del fatturato dell’anno precedente. In questi dieci anni, l’azienda ha servito cioccolata anche all’estero: in Medio Oriente, nei Balcani, prossimo approdo il Marocco. Naturalmente anche la Russia.