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Russia 2018, l'Iran rischia l'esclusione

Il caso Shojaei scuote la federazione iraniana: la Fifa in attesa

Dopo Perù e Spagna, un'altra squadra qualificata ai Mondiali 2018 potrebbe rischiare la partecipazione alla manifestazione russa e anche in questo caso si tratta di eventuali ingerenze politiche nel mondo del calcio, cosa sulla quale la Fifa è intransigente.

Tutto risale allo scorso 3 agosto quando Masoud Shojaei e Ehsan Hajsafi, del Panionios, sono stati costretti a scendere in campo contro il Maccabi Tel Aviv nel ritorno del terzo turno preliminare di Europa League. I due giocatori iraniani, come di consueto, prima del fischio d'inizio scambiano strette di mano con gli avversari e questo fatto sconvolge l'opinione pubblica in Iran, che non riconosce Israele come Stato e che vieta ad ogni giocatore di affrontarne di israeliani.

Se Hajsafi viene perdonato, previe scuse pubbliche, Shojaei rimane nell'occhio del ciclone, anche perché in passato aveva già dimostrato di non essere del tutto a favore del regime iraniano (nel 2009 scese in campo con un braccialetto a favore delle proteste antigovernative, l'anno scorso chiese al presidente iraniano che le donne potessero essere ammesse negli stadi).

Da quel momento Queiroz non lo ha più convocato in nazionale e ora la Fifa sta monitorando il tutto: se si scoprisse che la scelta del ct iraniano è in realtà un'imposizione del Governo, ecco che si configurerebbe una violazione dei regolamenti internazionali del calcio. Tra le sanzioni, la Fifa potrebbe anche decidere di escludere la nazionale dell'Iran dai Mondiali.