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Focus Euro 2020: La Russia ad Euro 2020 per riscattare il mondiale 2018

RUSSIA – Nel 2008 a un passo dal sogno, il Mondiale casalingo interrotto ai quarti di finale. Una grande nazione ma storicamente non una grande nazionale. Il pedigree non è di quello degli invincibili, anzi: se in altri sport la Russia è dominatrice e grande protagonista, nel pallone ha fallito quando ci ha provato anche con Fabio Capello in panchina. Stavolta ci riproverà, in una kermesse che toccherà nel suo itinere anche San Pietroburgo.

COM’È ARRIVATA ALL’EUROPEO – Il girone era di quelli più agevoli e così si è dimostrato. Ha vinto, andata e ritorno, contro Scozia, Cipro, Kazakistan e San Marino, ha perso entrambe le sfide contro il Belgio. Una buona squadra che però ha dimostrato di non essere all’altezza dei Diavoli Rossi ma certamente migliore degli scozzesi e via discorrendo. A giugno un roboante nove a zero contro la Nazionale del Titano, con tanto di rigore sbagliato.

Belgio-Russia 3-1
Kazakistan-Russia 0-4
Russia-San Marino 9-0
Russia-Cipro 1-0
Scozia-Russia 1-2
Russia-Kazakistan 1-0
Russia-Scozia 4-0
Cipro-Russia 0-5
Russia-Belgio 1-4
San Marino-Russia 0-5

FORMAZIONE TIPO – (5-3-2): Guilherme; Fernandes, Semenov, Dzhikiya, Petrov, Zhirkov; Ionov, Ozdoev, Golovin; Miranchuk, Dzyuba.

STELLA – Aleksey Miranchuk- Nessuna stella assoluta ma tanti ottimi giocatori. Dal centrocampista offensivo del Monaco, Aleksandr Golovin, all’esterno destro del CSKA Mosca, Mario Fernandes, passando dal centravanti di riferimento, Artem Dzyuba, dello Zenit San Pietroburgo, che è pure il capitano della Russia. Però il rendimento in Champions contro la Juventus ha certamente elevato lo status di Aleksey Miranchuk, nazionale come suo gemello Anton. Sotto punta, falso nueve, trequartista, il ventiquattrenne della Lokomotiv Mosca è già pronto per il grande salto.

IL COMMISSARIO TECNICO – Stanislav Cercesov- Il Mondiale casalingo gli è valso plausi e onoreficenze in patria. Una buona prestazione degli Orsi celebrata da tutta la Russia: così l’ex portiere di Alagir si è guadagnato il contratto fino agli Europei del 2020. Classe ’63, il baffuto commissario tecnico gioca con un 5-3-2 fisso che ne rappresenta l’identità: linee corte e contropiede.