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Aviaria, intensificate le misure di sorveglianza in seguito a focolai in Russia e Kazakistan

Torna l’allarme influenza aviaria, rafforzate le misure di sicurezza in decine di allevamenti in tutta la provincia per evitare il diffondersi di contagi portati dagli uccelli migratori in arrivo dalla Russia. Per ora non ci sono problemi negli allevamenti avicoli del nostro Paese, spiega Coldiretti Padova, ma è opportuno tenere alta la soglia di attenzione. “A seguito dei focolai di influenza aviaria che di attuale si sono verificati in Russia e Kazakistan –spiega Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Padova – il Ministero della Salute ha diramato una nota nella quale, di concerto con le autorità europee, raccomanda di intensificare le misure di sorveglianza e di biosicurezza per evitare il diffondersi della malattia.

L’allerta – continua Roncalli – è giustificata dal fatto che le aree dove si sono verificati i focolai sono coinvolti nelle rotte migratorie dell’avifauna selvatica che in questo periodo migra verso i paesi più caldi.

Pertanto stiamo raccomandando agli allevatori di rafforzare la sorveglianza attiva e passiva in modo da contenere il contagio e impedire la diffusione della malattia che può avere ripercussioni pesanti sulle aziende avicole, come è successo più volte in passato”.

In questi giorni negli allevamenti, ricorda Coldiretti Padova, è stata disposta la sistematica adozione di tutte le misure in grado di ridurre il contatto con i volatili selvatici come il trasferimento all’intimo degli edifici aziendali degli animali allevati all’aperto, la corretta attuazione dei protocolli di pulizia e disinfezione, il divieto di entrata e uscita nelle aziende di personale non autorizzato, la corretta movimentazione di veicoli o persone, il corretto stoccaggio e smaltimento delle carcasse e della pollina.

Giusto nei giorni scorsi si è concluso l’iter del rimborso dei danni subiti dalle aziende venete in seguito alle ordinanze sull’influenza aviaria tra ottobre 2017 e giugno 2018, periodo corrispondente all’ultimo allarme aviaria nella nostra regione. Conclusa la fase istruttoria i pagamenti sono stati effettuati regolarmente entro il 30 settembre, come previsto dal decreto regionale.

“Ci sono voluti quasi tre anni per giungere al ristoro dei danni subiti dagli allevamenti – aggiunge Roncalli – e questo è uno dei punti dolenti insieme ad altre criticità che abbiamo rilevato nella fase istruttoria. Nel frattempo alcune aziende hanno cessato l’attività e non hanno potuto beneficiare dei risarcimenti, nonostante avessero subito i danni. Inoltre ai fini del rimborso gli allevamenti biologici vengono considerati al pari dei convenzionali e questo li penalizza. Per far fronte a tutti questi aspetti abbiamo proposto di studiare la possibilità di costituire un fondo mutualistico che permetta una risposta più rapida alle aziende agricole in simili situazioni”.

Sul fronte della produzione di carne avicola la provincia di Padova è seconda in Veneto dopo Verona, con quasi 90 tonnellate realizzate nel 2019 per un fatturato di 123,4 milioni di euro, in lieve ripresa dopo le difficoltà degli anni precedenti, nonostante i prezzi restino bassi. Cresce del 2%  invece la produzione di uova, che in Veneto supera i due miliardi di pezzi e copre oltre il 15% del mercato nazionale.