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Le sanzioni alla Russia fanno male all’Italia? Una bufala clamorosa

Al di là dei proclami di Salvini, la Russia non ci è così necessaria. Anzi, dal punto di vista energetico cercare altre fonti di approvvigionamento è possibile. E ci farebbe bene

È vero che le sanzioni alla Russia hanno provocato un “danno enorme” alla economia italiana come ha detto Matteo Salvini? E quanto enorme? Il leader della Lega ha azzardato dieci miliardi di euro che sono già arrivati a decine di miliardi secondo altri esponenti dello stesso partito. Da dove derivano queste cifre? E perché nel conto del dare e dell’avere non mettiamo quello che l’Italia ha versato alla Russia per il gas, cioè, esattamente, quanto gli italiani hanno speso in bolletta e non cerchiamo così di capire perché stiamo pagando più di altri europei?

Se è così, in nome degli interessi nazionali, chiediamo pure di annullare le sanzioni, ma giochiamo sul tavolo verde anche tutte le altre partite. Interscambio significa sommatoria del dare e dell’avere e nel dare per noi c’è proprio il gas. Difficile? Vero, ma non c’è nulla di facile tranne la propaganda politica.

Naturalmente si può dire che l’embargo economico è poco efficace, soprattutto quando è così limitato, che nemmeno l’apartheid in Sud Africa è crollato per questo, che l’unica arma efficace è il cambiamento dell’opinione pubblica, la spinta dal basso, la democrazia, la rivoluzione o quant’altro. Argomenti politici fondati, invece si preferisce agitare bandierine di carta.

Sappiamo bene che il fact checking, esercizio tipico di chi esercita la ragione critica, rischia di essere inservibile visto che gli increduli hanno lasciato il posto ai creduloni, tuttavia noi continuiamo remando controcorrente. L’Agi, l’Agenzia Italia, ha messo in fila meritevolmente un po’ di cifre incrociando le fonti e ci aiuta, quindi, a capire qualche cosa in più. Per avere una idea delle quantità, prendiamo il valore monetario dell’export verso la Russia secondo Eurostat. Nel 2013 cioè prima dell’embargo, ammontava a 10 miliardi e 771 milioni di euro, nel 2016 quando erano in funzione anche le ritorsioni russe, è sceso a 6,690 miliardi. Ma come mai nel 2017, nonostante le sanzioni, l’export è risalito sfiorando gli 8 miliardi?