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Russia, arrestati 18 militanti Lgbt. Protestavano per le violenze in Cecenia

Diciotto militanti per i diritti della comunità Lgbt sono stati arrestati nella giornata del 1 maggio a San Pietroburgo, in Russia, mentre manifestavano contro le persecuzioni subite dai cittadini omosessuali in Cecenia. A riferirlo è il quotidiano francese Le Monde, che cita fonti locali, secondo le quali le persone arrestate avevano manifestato sdraiate al suolo, con il volto macchiato da finto sangue. I loro corpi erano coperti dalle bandiere arcobaleno simbolo della pace, il tutto in un viale centrale della città russa. Tutti i fermati sono stati interrogati dalla polizia, che era presente sul posto in tenuta anti-sommossa.

In Cecenia persecuzioni nei confronti degli omosessuali

Alla metà del mese di aprile le notizie in arrivo dalla Cecenia avevano scosso il mondo intatto. Un’inchiesta del quotidiano indipendente Novaya Gazeta aveva rivelato l’esistenza di istituti “penitenziari” nei quali vengono rinchiusi i cittadini gay, detenuti per il solo fatto di avere un orientamento sessuale ritenuto “non conforme”. Autentici “campi di concentramento”, come sono stati definiti dai giornalisti.

Le autorità cecene avevano risposto alle critiche piovute loro addosso dichiarando che le notizie erano destituite di fondamento. Il governo, attraverso l’agenzia Interfax, aveva spiegato che “semplicemente da noi l’omosessualità non esiste. E semmai fossero presenti nel nostro paese persone così, non sarebbe di certo un problema della legge, perché di loro si sarebbero già occupati definitivamente i loro genitori”. “Secondo le nostre stime, più di un centinaio di persone sono attualmente imprigionate in Cecenia - ha riferito a Le Monde Igor Kochetkov, dirigente della rete Lgbt in Russia -. Siamo di fronte a violenze di massa, con il ricorso a torture crudeli che prendono di mira una specifica categoria”.