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Siria, cos'è stato deciso nel vertice Russia-Turchia-Iran

Putin, Erdogan e Rohani si sono incontrati ad Ankara per fare il punto sulla condizione della guerra civile siriana. I tre hanno concordato di «affrettare gli sforzi» per la tregua. E ribadito che non sono alternativi ai colloqui di Ginevra.

Russia, Turchia e Iran hanno concordato di «affrettare gli sforzi» per assicurare una tregua sul terreno in Siria e proteggere i civili nelle zone di de-escalation. Così un documento congiunto diffuso al termine del summit ad Ankara tra Putin, Erdogan e Rohani, leader dei Paesi del processo di Astana.

INCONTRO DURATO UN'ORA E 40. L'convegno tra i leader è durato un'ora e 40 minuti circa. In una successiva conferenza stampa, i tre presidenti hanno sottolineato l'importanza di proseguire il rafforzamento del cessate il fuoco e di garantire immediati aiuti umanitari nelle zone di conflitto, sulla scia dell'accordo raggiunto lo scorso anno. «I negoziati sono stati molto costruttivi», ha sottolineato Putin.

IMPEGNO CONTRO L'AGENDA SEPARATISTA. Russia, Turchia e Iran si sono impegnate a contrastare ogni «agenda separatista che mini la sovranità e integrità territoriale della Siria e la sicurezza nazionale dei Paesi vicini», si legge ancora nel documento congiunto diffuso al termine del summit. Nel documento, si invita inoltre la comunità internazionale a «rafforzare l'assistenza alla Siria inviando ulteriori aiuti umanitari, facilitando l'azione umanitaria, ristrutturando le infrastrutture di base, e preservando l'eredità storica».

ROHANI: «AMERICANI POCO AFFIDABILI». Critico su questo punto il presidente iraniano Hassan Rohani: «Gli americani cambiano idea ogni giorno e non sono affidabili. Vogliono soldi dai governi arabi nella regione per restare» in Siria ha denunciato Rohani, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sull'annuncio di Donald Trump di un possibile prossimo disimpegno Usa dal Paese. Dispimpegno confermato poche ore dopo dalla stessa Casa Bianca.

I TRE: «ASTANA NON ALTERNATIVA A GINEVRA». Il prossimo vertice dei leader del processo di Astana si terrà a Teheran, in una data ancora da definire, ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, al termine del secondo summit tenuto il 4 aprile ad Ankara. Il primo, ha ricordato, si era svolto a novembre a Sochi, in Russia. Il padrone di casa ha anche chiarito il rapporto tra i loro incontri e l'Onu: «Non abbiamo mai presentato il processo di Astana come alternativo a Ginevra». «L'unico obiettivo del summit e dei nostri sforzi è di permettere la riedificazione di una Siria in pace», ha aggiunto ancora Erdogan.

RUSSIA E TURCHIA COSTRUIRANNO UN'OSPEDALE A GHOUTA. Tra le proposte sul tavolo del meeting anche quella di Russia e Turchia che si sono dette disponibili a costruire un ospedale da campo per garantire le prime cure ai feriti in fuga dalla Ghouta orientale. «Erdogan ha proposto un aiuto umanitario urgente per la Siria. Trovo la proposta molto appropriata», ha commentato Putin. «Siamo obbligati a ottenere risultati in Siria. Non possiamo perdere tempo, perché la gente sta morendo», ha aggiunto Erdogan.

«PRIORITA' PROCESSO POLITICO». «La priorità del processo di Astana è la promozione di un processo politico» per risolvere la crisi siriana. È stata invece la posizione ribadita da Vladimir Putin, parlando in conferenza stampa al termine del summit. «Come Iran abbiamo detto molte volte che la crisi siriana non ha una soluzione militare ma politica. Il futuro della Siria appartiene ai siriani e devono essere i siriani a decidere su una riforma della Costituzione", gli ha fatto eco Rohani. La prossima seduta dei negoziati tra Russia, Iran e Turchia, è stata programma il 14 e il 15 maggio, ha annunciato il rappresentante speciale del presidente russo per la Siria, Aleksandr Lavrentiev, citato dall'agenzia Interfax.