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Chat della morte proibite in Russia: "Lì nasce il fenomeno Blue Whale"

Il Parlamento russo ha emanato una legge che considera reato le cosiddette "chat della morte". Il provvedimento di venerdì scorso è legato al fenomeno delle “balene blu”, i “siniy kit”, o "Blue Whale" come viene definito nel resto del mondo.

Nel mirino è finito chi crea gruppi in rete istigando i minorenni al suicidio. La pena prevede 3-6 anni di reclusione, anche in assenza di un tentativo di togliersi la vita, e fino a 8 anni se esiste una vittima. I giornali russi intanto riportano notizie della diffusione del gioco inventato in Russia in tutto il mondo, dall’Irlanda alla Spagna, dalla Grecia alla Polonia, e perfino alla Cina.
 
Tutto è emerso dopo l'inchiesta di Galina Mursalieva sulla Novaya Gazeta, ma non sono ancora stati individuati i 130 teenager che si sarebbero tolti la vita seguendo le indicazioni delle chat. I magistrati di Pietroburgo sostengono di poter collegare 15 morti ai gruppi delle “balene”, mentre l’unico incriminato resta Philipp Budeikin, uno dei primi fondatori dei gruppi suicidi, che dopo aver negato per mesi ogni responsabilità qualche giorno fa ha cambiato idea vantandosi di aver contribuito alla morte di 28 ragazzi.
 
Nel frattempo l’ente di controllo della Rete russo chiude ogni giorno decine e centinaia di chat e pagine dei social network che hanno hashtag come #balene, #vogliogiocare, #casadelsilenzio, #f58, #svegliamialle420. 
clickbiting nemmeno troppo velato. Le forze dell'ordine in alcune scuole hanno chiesto agli adolescenti di mostrare le braccia per verificare l'esistenza di lesioni autoinferte e di controllare i messaggi sul cellulare. Una vera e propria ondata di panico a cui hanno contribuito anche i media. 

Sembra che i "curatori" contattino le potenziali vittime dopo aver visto qualche foto dark. Politologi e deputati sostengono che le Blue Whale siano un’operazione dei servizi occidentali per distruggere a distanza i bambini russi e con loro il futuro della nazione. In Ucraina, al contrario, si pensa di bloccare i social russi per il sospetto che siano i servizi di Mosca a istigare al suicidio i ragazzini di Kiev.
La legge che bandisce le chat della morte è stata scritta da Irina Yarovaya, parlamentare conservatrice già famosa per altre leggi contro la libertà della Rete.